Fumetti

‘Il muretto’, crescere da soli non è facile

Fraipont e Bailly vanno oltre gli stereotipi delle storie adolescenziali

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Serena Di Virgilio

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“Il muretto”, della coppia belga Céline Fraipont e Pierre Bailly, è un romanzo a fumetti portato in Italia da Eris Edizioni, che racconta le vicissitudini di Rosie, una tredicenne negli anni Ottanta.

Gli ingredienti per la solita storia di autodistruzione adolescenziale ci sono tutti, dagli adulti assenti alle ‘cattive amicizie’, dall'abuso di alcool ai furti, dalle assenze a scuola alle menzogne. Nonostante questo, “Il muretto” riesce a fornire una prospettiva diversa, molto umana e delicata.

In nessun momento la protagonista appare come una ribelle senza scopo, ma piuttosto come una ragazzina in difficoltà perché lasciata a sé stessa. La sua famiglia si è disintegrata, e lei è preda dell'angoscia in una casa vuota. I comportamenti pericolosi in cui va cadendo appaiono come malformate strategie per tener testa a paura e solitudine.

Estremamente bisognosa d'affetto, Rosie cerca e apprezza ogni gesto di amicizia, ogni contatto gentile, che sia un pomeriggio a scherzare con l'amica d'infanzia o un po' di coccole dalla parrucchiera amica di sua madre.

Anche Jo, un ragazzo un po' più grande, affronta l'esistenza come può, vivendo di espedienti mentre sta da solo in un monolocale. Lui e Rosie si avvicineranno pian piano, condividendo la musica post-punk, le sigarette e la bottiglia di whisky, volendosi bene e stando vicini facendosi forza.

Sullo sfondo, Fraipont e Bailly danno uno scorcio della controcultura giovanile degli anni Ottanta, dalle canne all'antinazismo, alla musica che la fa da padrona tra concerti e dischi in prestito. Il post-punk è particolarmente presente sia negli ascolti dei protagonisti (The Cure, Sonic Youth…) che nell'abbigliamento degli amici, ma non mancano riferimenti anche ad altre band importanti dell'epoca, come i Suicidal Tendencies e i fortemente politicizzati Public Enemy.

Il bianco e nero netto, le frequenti campiture scure e profonde, i tratteggi graffiati e irregolari, le forme spesso solo accennate contribuiscono a creare un'atmosfera di tensione che pervade il libro, accompagnando la pur tenera storia d'amore.

Lungi dal voler fornire giustificazioni, “Il muretto” sembra piuttosto voler delineare dei meccanismi nei comportamenti autolesionistici, senza moralismi. È un bel libro che, pur non avendo un finale allegro, non punisce i protagonisti per quello che sono, ma ne celebra la voglia di vivere, nonostante tutto.

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“Il muretto” è un volume brossurato di 172 pagine in bianco e nero. È pubblicato da Eris Edizioni che lo propone a 17 Euro.

Si ringrazia Nicola D'Agostino per la collaborazione nella realizzazione dell'articolo.

 
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