Rita Fenini

-

"A Life: Lawrence Ferlinghetti. Beat Generation, ribellione, poesia" è un interessante e originale percorso espositivo che mette in luce l’importanza della figura di Lawrence Ferlinghetti, poliedrico e cosmopolita artista (Ferlinghetti fu poeta, pittore, editore e agitatore culturale americano) di origini bresciane, nel panorama letterario degli anni Cinquanta e Sessanta ed in particolare all’interno del movimento della Beat Generation.

Dove

Ad ospitare la mostra il Museo di Santa Giulia, il principale museo di Brescia, situato in via dei Musei 81/b

Quando

L'esposizione sarà aperta al pubblico dal 7 ottobre 2017 al 14 gennaio 2018 nei seguenti giorni e orari

da martedì a domenica dalle 9.00 alle 18.00, giovedì estensione fino alla 22.00

chiusura biglietteria un'ora prima

Chiuso tutti i lunedì non festivi e il 25 dicembre. Il 1° gennaio il Museo aprirà alle ore 12:00

Perchè è interessante

Curata da Luigi Di Corato, Giada Diano e Melania Gazzotti, divisa in 4 macro-sezioni - “Guerra, pace, arte”, “Beat”, “L'impegno”, “Le origini” - la mostra si sviluppa tematicamente, rispettando la cronologia degli eventi descritti, partendo dalle vicende biografiche e artistiche di Ferlinghetti su un doppio binario geografico, che si snoda tra Stati Uniti ed Europa

Autore di una delle raccolte di poesia più vendute al mondo “A Coney Island of the Mind” (1958), fondatore, nel 1953, assieme a Peter D. Martin, della libreria e casa editrice City Lights Bookstore, Lawrence Ferlinghetti ha avuto un ruolo determinante nella diffusione dell’opera degli scrittori della Beat Generation: ripercorrerne la carriera, come avviene in questa esposizione, permette di rendere omaggio non solo ai singoli autori, ma più in generale a tutto il fenomeno Beat, che da New York a San Francisco ha animato il panorama culturale u americano degli anni Cinquanta e Sessanta

Il percorso espositivo vuole inoltre raccontare come questa corrente letteraria abbia avuto un particolare seguito in Italia grazie alla traduttrice e critica letteraria Fernanda Pivano (dal cui sterminato archivio provengono molti dei libri e documenti in mostra), che per prima ha tradotto e fatto pubblicare l’opera di autori come Allen Ginsberg, Jack Kerouac, William Burroughs, Gregory Corso, Charles Bukowski e lo stesso Ferlinghetti, di cui è stata sostenitrice e amica.

Fra le tele di grandi dimensioni provenienti direttamente dalla collezione dell’artista e a un’ampia selezione di disegni realizzati tra gli anni Cinquanta e Duemila (mai esposti in Italia prima d’ora), che vanno ad arricchire le sezioni della mostra, in Santa Giulia si può ammirare anche il prezioso olio su tela "Deux", del 1950, prima opera dipinta da Ferlinghetti

Le ultime sale del percorso narrano del rapporto di Ferlinghetti con l’Italia: il poeta scopre di avere origini italiane solo a vent’anni, quando richiede il proprio certificato di nascita per arruolarsi volontario nella Marina degli Stati Uniti e solo nel 1955  decide di prendere ufficialmente il proprio cognome italiano e di firmare con quello tutta la sua opera letteraria e artistica.

Da questo momento in poi Ferlinghetti intraprenderà una lunga e tortuosa ricerca per risalire alla città di nascita del padre, Brescia, riuscendo ad individuare nel 2005 la casa da dove era partito per emigrare giovanissimo negli Stati Uniti.

Lawrence Ferlinghetti, chi è

Lawrence Ferlinghetti nasce a Yonkers (NY) nel 1919, figlio di Carlo Ferlinghetti (originario di Chiari, Brescia) e di Clemence Albertine Mendes-Monsanto (di origini francesi, ebree e portoghesi).

Orfano di padre ancor prima di nascere e con una madre ricoverata in manicomio pochi mesi dopo la sua nascita, Ferlinghetti venne affidato ad una zia, Emily, con la quale visse i suoi primi cinque anni a Strasburgo acquisendo il francese come lingua madre: quando la zia fu assunta come governante a New York, i suoi datori di lavoro, la famiglia Bislands, adottarono Lawrence consentendogli di studiare giornalismo

Dopo gli studi alla University of North Carolina serve la marina degli Stati Uniti come comandante nella Seconda Guerra Mondiale. Nel 1947 ottiene un diploma post-laurea alla Columbia University e un dottorato alla Sorbona nel 1950. L’anno seguente si trasferisce a San Francisco dove insegna francese, dipinge e scrive di problematiche artistiche .

Nel 1953 fonda insieme a Peter D. Martin il City Lights Bookstore, la prima libreria del paese con un catalogo di soli libri in brossura (che da più di cinquant’anni è ritrovo di scrittori, artisti e intellettuali) e, due anni dopo, la City Lights Publishing House. La casa editrice inizia pubblicando la serie "Pocket Poets", attraverso la quale Ferlinghetti intende creare e alimentare una sorta di movimento dissidente nei confronti dell’establishment statunitense.  

La pubblicazione di "Howl and other poems" di Allen Ginsberg a opera della City Lights porta all’arresto di Ferlinghetti per oscenità. Il processo che ne segue calamita l’attenzione nazionale e internazionale sul movimento dei poeti Beat e della San Francisco Renaissance e l’assoluzione finale dell’editore (e poeta) segna un precedente fondamentale per la pubblicazione di opere controverse ma di valore letterario e sociale.

Nel corso degli anni Ferlinghetti ha girato l’Italia, dove ha effettuato molti "reading" poetici e vinto diversi premi, tra cui il Premio Camaiore, il Premio Flaiano, il Premio Cavour. Oltre che scrittore ed editore, Ferlinghetti è anche pittore e le sue opere sono state esposte in diverse gallerie d’arte in tutto il mondo

Nel 2003 ha vinto il Robert Frost Memorial Medal, l’Author's Guild Lifetime Achievement Award, ed è stato eletto all’American Academy of Arts and Letters.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Paparazzi! Fotografi e divi dalla Dolce Vita a oggi

Allo spazio Camera di Torino, fino al 7 gennaio 2018, centocinquanta immagini che raccontano l’epopea della “fotografia rubata” in Italia e nel mondo

Robert Doisneau: le foto più celebri in mostra a Pavia

Il Broletto si apre alla grande fotografia con 70 scatti che ripercorrono la vicenda artistica di uno dei più importanti fotografi del Novecento

Van Gogh in mostra alla Basilica Palladiana di Vicenza

Dal 7 Ottobre 2017 all’8 Aprile 2018, in mostra 129 opere del pittore, di cui 43 quadri e 86 disegni

Commenti