Rita Fenini

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A quasi cinquant’anni di distanza dalla personale del 1970, le sale di Palazzo Reale di Milano tornano ad ospitare l’opera di Giorgio de Chirico, una delle più complesse figure artistiche del XX secolo, con una straordinaria retrospettiva curata da Luca Massimo Barbero

La Mostra

Suddivisa in otto sale, l’esposizione procede per temi pensati secondo accostamenti inediti e confronti originali, che abbracciano tutto il percorso artistico e di vita del "Pictor Optimus"e offrono la chiave d'accesso alla sua pittura ermetica, che affonda le sue radici nella Grecia dell’infanzia, matura nella Parigi delle avanguardie, da' vita alla Metafisica - che strega i surrealisti e conquista Andy Warhol - e, infine, getta scompiglio con le sue irriverenti e ironiche rivisitazioni del Barocco

Il percorso espositivo ha infatti inzio nella Grecia dell’infanzia (De Chirico nacque a Volos, in Grecia, da genitori italiani), con la tela del "Centauro morente" del 1909, e termina con la sala della  Neometafisica, grande summa della parabola dechirichiana. Fra l'inizio e la fine della parabola, si collocano le altre sei "sezioni": La Metafisica, il Quadro nel quadro, il Pictor Optimus, il Manichino, La stanza, I gladiatori

Trattandosi indubbiamente del tema principe della poetica dechirichiana, è impossibile non dedicare due righe al "Manichino", presentato in questa mostra (e nella sala dedicata)  secondo differenti declinazioni: fantoccio metafisico ne Il figliol prodigo (1922, Milano, Museo del Novecento), mentre assume le fattezze di Ettore quando stringe tra le braccia Andromaca (Ettore e Andromaca, 1924, Roma, Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea),essere pensante quando veste i panni dell’archeologo o del filosofo alla metà degli anni venti.

Dove e Quando

La mostra "De Chirico" apre al pubblico dal 25 settembre 2019 al 19 gennaio 2020 nelle sale di Palazzo Reale a Milano

Orari

lunedì 14.30-19.30
martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30-19.30
giovedì e sabato 9.30-22.30

Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura della mostra

L'esposizione è promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, da Palazzo Reale, da Marsilio e da Electa, in collaborazione con la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico.

Prestiti

Il cospicuo corpus di opere in mostra proviene da importanti musei internazionali tra i quali la TateModern di Londra, il Metropolitan Museum di New York, il Centre Pompidou e il Musée d’ArtModerne de la Ville di Parigi, la Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea (GNAM) d Roma, la Peggy Guggenheim Collection di Venezia, The Menil Collection di Huston e il MAC USP diSan Paolo in Brasile.

Numerose sono anche le istituzioni milanesi: il Museo del Novecento, la Casa MuseoBoschi di Stefano, la Pinacoteca di Brera e Villa Necchi Campiglio

Giorgio de Chirico, breve biografia

Giorgio de Chirico nasce nel 1888 a Volos (Grecia), da genitori italiani.

Molto giovane segue un corso di disegno presso la Scuola politecnica di Atene, poi, dal 1906 al 1908, studia all’Accademia di Belle Arti di Monaco.

A partire dal 1910, le letture di Nietzsche lo spingono a produrre i primi autoritratti e paesaggi metafisici.

Durante la Prima Guerra Mondiale, de Chirico viene ricoverato all’ospedale militare di Ferrara, città in cui incontra Carlo Carrà e Filippo De Pisis, figure fondamentali nel suo percorso artistico

Nel 1919 De Chirico si trasferisce a Roma ed avvia un programma teorico che si concretizza sulle pagine della rivista "Valori Plastici", che si protrae fino al 1922: la rivista (alla quale contribuì anche Carrà) è l'organo delle ricerche più innovative e nelle sue pagine si recensiscon le opere di Malevic, Tatline Grosz, oltre, naturalmente, alle opere di Picasso, Kandinsky ed altri grandi maestri delle avanguardie.

Stabilitosi a New York per qualche tempo, De Chirico torna a Roma (precisamente in Piazza di Spagna, dove aveva anche il suo atelier) nel 1944: negli anni sessanta, lavorò nel suo studio anche Massimiliano Fuksas.

De Chirico muore nella capitale il 20 novembre del 1978, al termine di una lunga malattia.



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