Al terzo match ball Jannik Sinner chiude la maratona contro Medvedev e conquista la finale degli Internazionali di Roma. Due partite in una giocate con in mezzo una notte, Sinner a fine partita ha ammesso: “Stanotte ho fatto fatica a dormire, a me di solito non succede mai”. La tensione e l’adrenalina hanno lasciato il segno dopo la battaglia contro il russo interrotta sul 4-2 del terzo set dopo che Sinner aveva dominato il primo, ma nel secondo aveva avuto un passaggio a vuoto andando 0-3, aveva anche vomitato in campo, poi si era ripreso recuperando fino al 3-3, per poi cedere il set di fronte alla crescita di Medvedev che ha giocato un secondo set praticamente perfetto.
Dalla pioggia al sole
Le condizioni climatiche di venerdì sera sono state molto impegnative per entrambi i tennisti: altissimo il tasso di umidità, bassa la temperatura e le palle che andavano meno veloci del solito. Sinner ha confermato che sa subito entrare in partita e come gli capita spesso ha strappato il servizio a Medvedev per poi breakarlo ancora e volare a chiudere il primo set 6-2. Medvedev ci mette sempre un po’ a carburare, ma è considerato uno specialista nelle partite che si allungano. Il russo ha alzato il ritmo e ha ridotto moltissimo le pause tra un punto e l’altro, a dimostrazione di un’ottima condizione fisica. Dall’altra parte Sinner ha accusato invece la fatica, è andato spesso in affanno soprattutto dopo gli scambi lunghi, ma è sempre restato nel match grazie alla sua straordinaria capacità di concentrazione. “Nessuno ha la testa di Jannik” è la frase che si sente ripetere nel circuito dagli esperti mondiali di tennis. Probabilmente la capacità di giocare i punti decisivi sempre al meglio deriva proprio dalla sua concentrazione che raggiunge il massimo quando serve. E’ successo anche venerdì sera, all’inizio del secondo set, quando il match era in assoluto equilibrio e Sinner dopo aver richiesto l’intervento del fisioterapista che lo ha massaggiato alla coscia destra (con contestazione di Medvedev al giudice arbitro perchè il russo sosteneva che con i crampi non si può chiedere l’intervento) ha giocato uno splendido terzo game in risposta andando a strappare il servizio a Medvedev. Sul 4-1 a suo favore Sinner ha avuto l’occasione per andare sul 5-1, ma Medvedev ha annullato due palle-break poi mentre il russo serviva per andare sul 4-3 ecco la pioggia e la lunga notte di attesa. Fino al pomeriggio di oggi: Sinner e Medvedev sono rientrati in campo con il sole e una temperatura mite, il russo con un ace si è portato sul 4-3, poi Sinner ha vinto il proprio turno di servizio, ha sprecato due match ball sulla battuta di Medvedev per poi chiudere 6-4 e conquistare la seconda finale consecutiva a Roma. Prima di lui c’è riuscito solo Nicola Pietrangeli, perchè Adriano Panatta, vincitore nel 1976, ha raggiunto due finali ma in tre anni.
La felicità di Jannik
“E’ stato breve ma difficile: nella notte ho fatto fatica a dormire perché quando devi completare un match non sai mai cosa può succedere e c’è sempre molta tensione. Penso che Casper sia una sfida complicata, sta giocando molto bene, ogni settimana e ogni match le cose possono cambiare, per me è un torneo speciale e lo è per gli italiani, cercherò di fare del mio meglio”. Per Sinner è la quinta finale Masters 1000 del 2026, la sesta consecutiva da Parigi Nanterre 2025, la terza della stagione sui tre tornei di questa categoria sulla terra come solo Nadal è stato in grado di fare, l’ultima volta nel 2013. La striscia di vittorie di fila nei Masters 1000 si allunga a 33 ed è laventottesima di quest’anno.
