Cinema

The old man & the gun, l'addio al cinema di Robert Redford col sorriso

A 82 anni l'attore lascia i set con una commedia simpatica e flebile. È il rapinatore incallito Forrest Tucker, artista dell'evasione

Old man & the gun

Simona Santoni

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Poco più di un anno fa, nel settembre 2017 a Venezia, Robert Redford era apparso malconcio di fianco a un’invece arzillissima Jane Fonda, di solo un anno più giovane. Erano alla Mostra del cinema per presentare il film in cui recitano insieme Le nostre anime di notte.

L'ex grande Gatsby si muoveva in maniera poco agile, legnoso, affaticato. E aveva ammesso candidamente, con un velo di tristezza, di sentirsi fisicamente provato dall’età. Di essere frustato dalle limitazioni che gli imponeva il corpo.

Oggi, a 82 anni, Robert Redford alza bandiera bianca: Old man & the gun è il suo ultimo film. Poi il ritiro dalle scene. E forse anche per questo i Golden Globe gli assegnano una candidatura come migliore attore protagonista in una commedia; è anche questione di merito, certo, ma sicuramente pure un plauso finale.

 

Dal 20 dicembre al cinema con Bim Distribuzione, Old man & the gun (Il vecchio con la pistola) è una commedia simpatica e flebile, che accompagna i 93 minuti di visione con ritmo pacato e gentile, come le movenze del suo protagonista. A volte bisticcia con l'uso di flashbackflash forward (l'inserimento di episodi del passato e le anticipazioni temporali), che invece di rinfrescare offuscano.

Robert Redford è un rapinatore di banche incallito. Non sa proprio farne a meno. Rubare è il suo modo per sentirsi vivo: “A me non interessa guadagnarmi da vivere, a me interessa vivere”.
Anche ora che è anziano e di certo non può esibirsi in fughe atletiche, continua la sua attività criminale felicemente. Perché rapinare lo fa sentire felice. Un po' come fare film.
Ha modi cortesi e amabili quando si trova a spiegare le sue ragioni a cassiere e direttori di banca o a minacciare con una pistola. E sempre il sorriso accennato sulle labbra.

La regia è di David Lowery, già autore di Senza santi in paradiso (con Casey Affleck che richiama a sé) e Il drago invisibile. Scrive anche la sceneggiatura, sulla base di una storia vera, l'articolo scritto da David Grann nel 2003 sul New Yorker che racconta le peripezie di Forrest Tucker, criminale statunitense che ha passato la sua vita in un via vai tra dentro e fuori la prigione, cominciato già a 15 anni. Artista dell'evasione, è riuscito a fuggire 18 volte. Quasi ottantenne continuava ancora a rapinare banche.
"Gli agenti rimasero sbalorditi quando scoprirono che l'uomo che avevano arrestato aveva 78 anni: secondo il capitano James Chinn, ‘aveva l'aria di un pensionato che ha appena finito di cenare all'ora delle galline...", si legge nell’articolo.

Dal rapinatore di treni con la mira perfetta di Butch Cassidy (1969) al mago delle truffe nel classico film su un colpo grosso La stangata (1973), Robert Redford ora chiude il cerchio della sua carriera mettendosi a capo della "Over-The-Hill Gang" (nel film "La banda dei vecchietti d'assalto"), una banda di criminali attempati che, nei primi anni Ottanta, fu protagonista di una leggendaria serie di colpi, caratterizzati da ammalianti buone maniere piuttosto che metodi aggressivi.

Lowery, che aveva conosciuto e già diretto Redford per il film Disney Il drago invisibile, ha adattato lo script su di lui; mentre omaggia l'antieroe Forrest Tucker, tesse un'ode ai momenti più importanti della carriera quarantennale del grande attore (fra cui la fondazione del Sundance Institute). Un addio al cinema che gli calza addosso morbidamente. Elegante e compassato, senza guizzi da giovanotto, ma con una levità sorridente.

Voto: 3/5
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