Simona Santoni

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Tanto sangue, gambe divelte, budella sparse, crani fracassati e un'orgia di fiamme e cadaveri, in una spettacolarità drammatica quasi compiaciuta. Ma anche scene di guerra appassionanti e potenti che tirano irrimediabilmente dentro. Principi etici pacifisti e religiosi, ripetuti e ripetuti, che talvolta sfociano in retorica, ma anche una storia incredibile e nobile che meritava di essere portata sul grande schermo. È questo Hacksaw Ridge, il nuovo film diretto Mel Gibson - questa volta solo regista e non attore - presentato oggi fuori concorso alla Mostra del cinema. Discreti applausi per lui nella prima proiezione per la stampa. 

Gibson torna dietro la macchina da presa dopo Apocalypto (2006) e torna a tematiche a lui care: imprese eroiche e fede, dove fede è religione, sì, ma anche credere fermamente in qualcosa e mantersi coerente coi propri ideali, al di là di tutto e di tutti. Protagonista di Hacksaw Ridge è Desmond Doss, eroe di guerra americano che... non ha mai tenuto un'arma in mano. Primo obiettore di coscienza insignito della Medal of Honor, ha partecipato alla seconda Guerra mondiale come soccorritore. Credente avventista, si è arruolato come volontario e pacifista, per servire la sua patria. Ha rifiutato di prendere in mano un fucile, nell'addestramento come in battaglia, rischiando la Corte marziale e la vita. Ma alla fine son ben 75 i feriti che ha salvato in maniera valorosa e stoica nell'inferno della battaglia di Okinawa, in terra giapponese. 

Lo interpreta Andrew Garfield, viso da ragazzo normale che ben rispecchia il volto pulito e semplice del vero Desmond Doss. 

"Prendere un uomo normale e fargli fare cose straordinarie rende una storia leggendaria", spiega Gibson in conferenza stampa, roccioso e pronto alla battuta, col viso avvolto da una folta barba grigia. "In un inferno sulla terra Desmond Doss va in guerra armato di niente". 

Gli fa eco Garfield: "La cosa fantastica di Desmond è che era un uomo davvero semplice. Aveva delle convinzioni nel suo cuore: sapeva che non voleva uccidere nessun uomo e che voleva servire la sua patria e ha trovato un modo fantastico di farlo". 

Desmond decide di arruolarsi pur sapendo di dover lasciare una fidanzata adorabile che lo ama (interpretata da Teresa Palmer, al Lido col pancione), nonostante suo padre (Hugo Weaving) sia un ex soldato interiormente distrutto dalla Grande Guerra, nonostante il capitano (Sam Worthington) e il sergente (Vince Vaughn) della sua unità lo reputino un vigliaccho mingherlino da allontanare dal fronte. Quanto dovranno ricredersi questi ultimi. 

"Desmond era piuttosto gracile come me, eppure è stato in grado di trasportare uomini robusti come Mel e calarli dalla rete sulla roccia", dice Garfield. "È un aiuto divino in questi casi ad aumentare la forza fisica, come il caso della madre che solleva il camion per salvare il figlio. Mio fratello è un medico di base a Londra con tre figli: è un eroe ma non fa conferenze stampa e nessuno gli dà pacche sulle spalle. Per entrare nella parte mi sono concentrato su di lui e su Desmond". 

La coreagrafia della battaglia è di forte impatto e ricorda l'abilità registica delle scene d'azione di Braveheart - Cuore impavido (1995) di Gibson. "La cosa più importante per le scene di guerra è dare un'impressione di caos e confusione ma essere chiari con il pubblico", spiega Mel. 

A chi gli chiede di descrivere Hollywood in una parola l'attore ora regista risponde, sorridendo: "Sopravvivenza".

Desmond Doss è morto nel 2006 a 87 anni. È stato anche protagonista del doc The Conscientious Objector (2004). Sul campo di battaglia non ha mai smesso di pregare e la frase che ripeteva rivolta al cielo era: "Signore, aiutami a trovarne un altro", sperando di trovare tra la distesa di corpi martoriati ed esanimi in terra qualcun altro ancora in vita. 

Gibson, i cui anni più recenti sono stati turbolenti tra accuse di razzismo e sessismo, è un fervente cattolico e già aveva dato espressione al suo lato più spirituale in La passione di Cristo (2004): "Desmond è andato in un luogo pieno di artiglieria armato solo della fede: indubbiamente è una grande fonte di ispirazione". 

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