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Cibo a domicilio, cinque servizi gourmet da assaggiare

Addio pizza collosa e hamburger stopposo. Il «food delivery» è diventato efficiente e ha convinto gli chef ad aprire le cucine ai fattorini

Più che l’imbarazzo della scelta, era una scelta imbarazzante tra la pizza collosa, il cinese unto, l’hamburger stopposo, il kebab ghiacciato. Divorati comunque, con disperata ingordigia, per zittire la fame dopo un’attesa logorante. Era la grande macchia del cibo a domicilio, che oggi prova a inseguire altri sapori. A virare verso proposte di qualità, consegnate nel tempo necessario per sistemare la tavola, mettersi comodi, far respirare il vino. Il merito è di alcune nuove applicazioni da poco arrivate in Italia, ma anche della selezione naturale in corso sui siti storici, dove cumuli di recensioni negative stanno seppellendo i locali lumaca o con una discutibile destrezza nel maneggiare gli ingredienti. 

«Siamo partiti a ottobre e abbiamo centuplicato le nostre consegne. Grazie a speciali confezioni in cellulosa di varie dimensioni che mantengono la temperatura costante, le pietanze giungono a destinazione così come le ha pensate e preparate lo chef» spiegano Gianluca Cocco e Matteo Lentini di Foodora.

La certezza di non vedere mortificata la loro cucina ha convinto nomi di pregio ad aprirla al viavai dei fattorini: nel capoluogo lombardo, le proposte gastronomiche di Jarit coinvolgono Claudio Sadler; a Roma quelle di Gabriele Bonci sono a portata di tocco sul display dello smartphone. Con questo servizio raggiungiamo un pubblico che altrimenti non avremmo. Soddisfiamo una domanda in enorme crescita» conferma Riccardo Cortese, gestore di locali che includono Briscola, votata in un sondaggio del sito Gastronauta.it come la migliore pizzeria d’Italia.  

Perché anche quando apparecchiano per una margherita o un panino, gli italiani istruiti da MasterChef ed epigoni esigono l’olio biologico o la carne sceltissima. A costo di spendere di più: mentre il portale di riferimento del settore, Just Eat, dichiara uno scontrino medio intorno ai 20 euro, i concorrenti più giovani e focalizzati sul gourmet salgono nei dintorni dei 30. «Trentatré, per la precisione» scandisce Giovanni Cavallo, fondatore della bolognese Sgnam: «Siamo partiti con un servizio piuttosto anonimo per universitari» racconta «ma abbiamo deciso di puntare su un target più elevato. Ci appoggiamo a una flotta di una decina di ragazzi, pagati da noi, per recapitare in meno di mezz’ora il cibo dei migliori indirizzi della città».

Il potenziale non manca, complice la pigrizia tentata dalla qualità fumante a fornelli spenti: «Oltre alle giornate piovose, eventi come partite di calcio, finali di stagione di serie tv o talent show hanno un impatto forte. Il food delivery è il nuovo modo con cui le persone condividono un momento di divertimento» commenta Matteo Sarzana, general manager per l’Italia di Deliveroo. «Se un tempo si faceva la spaghettata di mezzanotte» aggiunge «oggi si inoltra l’ordine delle 22:30. Cambiano le modalità, ma la fame rimane la stessa». Mentre start-up come Foodinho già scorrazzano in bicicletta per Milano, altri colossi annusano il mercato: in 12 città come Parigi e New York, gli autisti di Uber portano ai clienti alcune specialità anche in 5 minuti. Nel nostro Paese il servizio (si chiama UberEats) non è ancora attivo, ma ha completato una serie di esperimenti recapitando sushi e gelato. Potrebbe essere l’antipasto di qualcosa di più sostanzioso: a un piatto di lusso, si abbina bene un fattorino in livrea. Ecco cinque servizi da scoprire. A ognuno è abbinata una proposta gourmet di un ristorante affiliato che consegna a domicilio.

Deliveroo

Nato a Londra nel 2013, è a Milano dallo scorso novembre e ha già 250 ristoranti affiliati. Dalla sua app si può tracciare in tempo reale dov’è il fattorino. La consegna ha un costo fisso di 2,50 euro. L’attesa media è di 32 minuti.  

Hamburger di 200 grammi con pomodoro, insalata iceberg, confettura di cipolle, cetrioli, salsa speciale, contorno di onion rings. Lo serve, anche a casa, «Al Mercato Burger Bar» di Milano, indirizzo alla moda, tra i migliori in città per il piatto americano per eccellenza. Il menu a domicilio include il «lobster roll», mezzo astice con patate rosse; il «pulled lamb sandwich», coscia di agnello brasata con tzatziki alla menta e peperoncini dolci.

Foodora

Fondata a Monaco nel 2014, conta oltre 275 ristoranti di livello a Milano, più di 150 a Torino. Consegna a 2,90 euro in 30 minuti curata da 300 driver, quasi tutti in bici. Si ordina dal sito o dalle app per Android e iPhone.

Un pad thai di gamberi preparato utilizzando tagliatelle di farina di riso in salsa Bangkok al tamarindo e zucchero di palma, con l’aggiunta di uovo saltato, porro, germogli di soia, granella di arachidi e uno spicchio di lime. La proposta arriva da «Wok’N Roll», il primo noodle bar d’Italia, aperto a Torino nel 2010 per celebrare le mille varianti di uno dei cardini della cucina orientale. Gli ingredienti arrivano da ogni parte del Sudest asiatico.

Moovenda

Attivo a Roma, tra i locali affiliati ha ritrovi di fama come Pompi, celebre per il suo tiramisù, o la gastronomia di Bonci. Si inserisce il proprio indirizzo e si sceglie l’ora. La tariffa varia in base alla distanza dal ristorante.

Sanpietrini, ninetti e tramezzini sono i prodotti iconici del «Palazzo del Freddo» di Giovanni Fassi a Roma, che propone gelati artigianali dal 1880. Il sanpietrino è un semifreddo glassato con copertura al cioccolato e ripieno di zabaione, crema, caffè, cocco, nocciolato. Antesignano del cremino, il Ninetto è un gelato con lo stecco al gusto di fiordilatte o cioccolato, mentre il tramezzino è un pan di spagna con semifreddo di vari gusti.

Sgnam

Nato dall’idea di due giovani studenti e con base a Bologna, è presente in sette città, da Firenze a Catania, da Ferrara a Modena. Ha un servizio premium con una squadra interna di fattorini che consegna in 29 minuti.

Un piatto di crudi con scampi, tartare di tonno e salmone, frutti di mare, ostriche e gamberi argentini. È uno dei cavalli di battaglia della «Pescheria mediterraneo» di Bologna, che propone una vasta freschissima scelta. Chi preferisce le pietanze cotte, può farsi recapitare a casa un trancio di pesce spada o di ricciola alla piastra con patate al forno, un filetto di orata o branzino, un’impepata di cozze da un chilo circa.

Just Eat

Il più famoso e diffuso, lascia gestire la logistica ai singoli ristoranti. Presente in Italia dal 2011, ha 3.500 locali affiliati sparsi in 150 località. Spesso la consegna è gratuita, basta raggiungere una spesa minima.

Un Gunkan maki: riso cotto a vapore, avvolto da sashimi di salmone, ricoperto da una tartare con maionese speziata, salsa teriyaki, lamelle di mandorle, bacche di pepe rosa, ribes, fragole, più un ramo di finocchietto. È una creazione dello chef giapponese Toshiyuki Hirakawa in esclusiva per il «Marshal», ristorante di sushi aperto a Napoli nel 2007 e apprezzato in città per qualità, varietà e fantasia, anche nella presentazione, delle sue proposte.

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