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Tutor in autostrada, cosa cambia con Vergilius Plus: come funziona e dove rileva la velocità

Tutor in autostrada, cosa cambia con Vergilius Plus: come funziona e dove rileva la velocità
Abstract blurry background: Traffic jam on highway

Tutor e Vergilius Plus: come funzionano i nuovi controlli della velocità media e istantanea, quali sono le differenze e su quali strade sono attivi.

Il portale compare in lontananza, sospeso sopra le corsie. Qualcuno rallenta bruscamente, qualcun altro controlla il tachimetro e molti si domandano la stessa cosa: quel sistema sta misurando la velocità in quel preciso istante oppure calcolerà la media percorsa nei chilometri precedenti?

Durante l’esodo estivo, quando autostrade e statali si riempiono di automobilisti che utilizzano l’auto soltanto occasionalmente, la differenza tra Tutor, autovelox e Vergilius diventa particolarmente importante. A rendere il quadro ancora meno immediato è Vergilius Plus, l’evoluzione del sistema sviluppato da Anas e approvato dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per accertare sia la velocità media sia quella istantanea.

Non è però corretto descriverlo semplicemente come un nuovo Tutor destinato a sostituire tutti gli altri apparecchi. Vergilius Plus e Tutor appartengono a piattaforme differenti, vengono utilizzati prevalentemente su reti gestite da soggetti diversi e, nelle versioni più recenti, possono avere funzioni in parte sovrapponibili.

Vergilius Plus non è semplicemente il nuovo Tutor

Il Vergilius tradizionale è il sistema utilizzato da Anas per controllare il rispetto dei limiti sulle strade di propria competenza. Può rilevare tanto la velocità media tra due sezioni quanto quella istantanea in corrispondenza di un punto di controllo. Può inoltre essere impiegato per il monitoraggio del traffico e per effettuare verifiche sul veicolo, come quelle relative alla copertura assicurativa o alla presenza di una segnalazione di furto.

Vergilius Plus rappresenta l’evoluzione tecnologica di questa piattaforma. Il ministero lo ha approvato con il decreto dirigenziale numero 149 del 27 marzo 2024 per l’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità sia istantanea sia media. Il sistema può rilevare il transito dei veicoli, classificarli in categorie, acquisire le immagini e gestire i dati necessari alla verifica dell’infrazione.

Tra i componenti indicati nel provvedimento figurano una telecamera in bianco e nero dedicata al riconoscimento automatico delle targhe posteriori, una telecamera a colori per riprendere il contesto, un illuminatore a infrarossi e un’unità locale di elaborazione. Le prove tecniche hanno riguardato anche il riconoscimento delle targhe dei ciclomotori e quello delle targhe posteriori degli autoveicoli a velocità elevate.

Il sistema non si limita quindi a fotografare un’automobile che transita sotto un portale. Associa il passaggio a una targa, riconosce la tipologia del mezzo e può confrontare le informazioni registrate in più sezioni per ricostruire il tempo impiegato a percorrere una determinata distanza.

Come viene calcolata la velocità media

Il principio è simile a quello del Tutor. Quando il veicolo attraversa il primo punto di controllo, le telecamere registrano la targa, la categoria del mezzo, la data e l’ora del passaggio. La stessa operazione viene ripetuta alla sezione successiva.

Conoscendo la distanza tra i due punti e il tempo impiegato per percorrerla, il sistema calcola la velocità media. Se il risultato supera il limite previsto sulla tratta, i dati vengono inviati alle procedure di verifica affidate agli organi di polizia.

Nel sistema Tutor, i dati dei veicoli che hanno rispettato i tempi di percorrenza vengono eliminati automaticamente. Per le possibili violazioni vengono invece interrogati gli archivi necessari a risalire all’intestatario del mezzo; l’accertamento e l’emissione del verbale rimangono di competenza della Polizia Stradale.

Frenare soltanto in prossimità della telecamera non serve quando il controllo è impostato sulla velocità media. Il valore preso in considerazione riguarda infatti l’intero tratto compreso tra le due sezioni, non la velocità mostrata dal tachimetro nel momento in cui si passa sotto il portale.

Può misurare anche la velocità in un solo punto

La caratteristica che più incuriosisce gli automobilisti è la possibilità di utilizzare Vergilius Plus anche per la rilevazione istantanea. In questa modalità il sistema opera in modo più simile a un autovelox: controlla la velocità del veicolo in corrispondenza della singola sezione e non attraverso il tempo impiegato tra due portali.

Questo significa che lo stesso tipo di infrastruttura può essere configurato per due controlli differenti. Non vuol dire, però, che ogni portale rilevi sempre e contemporaneamente entrambe le velocità. L’impiego concreto dipende dalla configurazione autorizzata, dall’attivazione del dispositivo e dalle modalità scelte dagli organi incaricati del controllo.

Anche il Tutor 3.0 non è più tecnicamente limitato alla sola media. Il ministero ha approvato nel giugno 2024 il sistema prodotto da Movyon per l’accertamento della velocità sia istantanea sia media. La tradizionale contrapposizione secondo cui “il Tutor misura la media e Vergilius Plus misura entrambe” non descrive quindi completamente le capacità delle generazioni più recenti.

Dal punto di vista dell’automobilista, la regola prudente è semplice: in presenza di un tratto segnalato come sottoposto a controllo non bisogna presumere che sia sufficiente rallentare soltanto davanti alla telecamera.

La differenza tra Vergilius Plus, Tutor e autovelox

L’autovelox tradizionale misura la velocità in un punto preciso. Il controllo può essere effettuato con una postazione fissa o mobile e fotografa il veicolo quando il limite viene superato nel punto in cui è collocato l’apparecchio.

Il Tutor nasce invece come sistema di controllo della velocità media su una tratta. Due portali registrano i passaggi e il sistema centrale calcola il tempo di percorrenza. La sua presenza è particolarmente diffusa sulla rete autostradale gestita da Autostrade per l’Italia e dalle società collegate.

Vergilius è la piattaforma di Anas, utilizzata soprattutto sulle strade statali e sull’A2 Autostrada del Mediterraneo. La versione Plus rende più evolute l’acquisizione delle immagini, la classificazione dei mezzi e l’elaborazione delle informazioni e può funzionare per l’accertamento della velocità media oppure istantanea.

La differenza principale riguarda dunque la piattaforma tecnologica e la rete sulla quale i sistemi vengono installati, più che una rigida divisione tra media e velocità puntuale. Sia Vergilius Plus sia Tutor 3.0 sono stati infatti approvati dal ministero per entrambe le modalità di rilevazione.

Dove è attivo Vergilius

La pagina ufficiale di Anas dedicata al sistema indica diverse postazioni e tratte già interessate da Vergilius. Sulla strada statale 309 Romea, in Emilia-Romagna, sono segnalati i punti ai chilometri 1+680 e 7+080, con limite massimo di 90 chilometri orari.

Nel Lazio il sistema è presente sulla strada statale 1 Via Aurelia, ai chilometri 11+950, 15+700 e 23+450. In Campania compare sulla strada statale 7 quater Domitiana, tra i chilometri 44+580 e 54+300. Anche in questi tratti il limite indicato da Anas è di 90 chilometri orari.

Sulla strada statale 145 variante Sorrentina, il controllo interessa la galleria Santa Maria di Pozzano, tra i chilometri 0+072 e 4+950. In questo tratto il limite riportato è di 60 chilometri orari.

La presenza più estesa si trova sull’A2 Autostrada del Mediterraneo. Vergilius controlla complessivamente 108 chilometri attraverso 26 sezioni, nei tratti tra Salerno e Sicignano-Potenza e tra Sicignano degli Alburni e Padula-Buonabitacolo. Il limite massimo indicato per queste tratte autostradali è di 130 chilometri orari, salvo eventuali riduzioni segnalate lungo il percorso.

L’elenco ufficiale pubblicato da Anas riguarda il sistema Vergilius nel suo complesso. L’approvazione di Vergilius Plus non significa che la nuova versione sia automaticamente accesa lungo tutta la rete nazionale: ogni installazione deve essere realizzata, segnalata e attivata secondo le procedure previste. Al momento della consultazione non risulta pubblicata da Anas una mappa nazionale separata che identifichi, punto per punto, soltanto le postazioni della versione Plus.

Dove si trovano i Tutor in autostrada

La rete Tutor è molto più estesa e interessa numerose tratte autostradali. Autostrade per l’Italia pubblica sul proprio sito l’elenco dei singoli portali e delle sezioni controllate, indicando autostrada, direzione e progressiva chilometrica.

Le postazioni sono presenti su numerosi tratti della A1 Milano-Napoli e delle sue diramazioni, ma anche su A4, A7, A8, A9, A11, A13, A14 e su altre grandi direttrici. La presenza di un Tutor su un’autostrada non significa però che l’intero percorso sia controllato senza interruzioni: il calcolo riguarda le singole sezioni comprese tra i portali indicati nell’elenco ufficiale.

Prima di partire è quindi più utile verificare la tratta precisa che cercare soltanto il nome dell’autostrada. Due automobilisti che percorrono la stessa direttrice possono attraversare un numero diverso di sezioni controllate in base allo svincolo di ingresso, a quello di uscita e alla direzione di marcia.

Cambiare corsia non inganna il sistema

Uno dei falsi miti più resistenti riguarda la possibilità di evitare il riconoscimento spostandosi da una corsia all’altra poco prima del portale. Il Tutor è progettato per rilevare il veicolo anche quando attraversa le linee di corsia, procede in diagonale o transita a cavallo tra due carreggiate.

Il sistema distingue inoltre le diverse categorie di veicoli, comprese automobili, motocicli, mezzi con rimorchio, camion e autobus, associando a ciascuna il limite previsto. Le telecamere possono rilevare anche chi utilizza la corsia di emergenza.

Nemmeno la presenza o l’assenza di un dispositivo di telepedaggio modifica il controllo. Tutor e Vergilius utilizzano la lettura della targa: il segnale del Telepass non determina l’accertamento e non è necessario possederne uno per essere individuati dal sistema.

Funziona anche con pioggia, nebbia e di notte

I sistemi sono progettati per operare in condizioni di illuminazione e atmosferiche differenti. Anas specifica che Vergilius può misurare la velocità anche con condizioni meteorologiche o di luce sfavorevoli, mentre il Tutor funziona di notte, sotto la pioggia e in presenza di nebbia con visibilità ridotta.

In caso di pioggia, sulle autostrade il limite ordinario può scendere da 130 a 110 chilometri orari. Autostrade per l’Italia precisa che anche il limite impostato nel Tutor viene adeguato su decisione della Polizia Stradale.

Non bisogna quindi presumere che il controllo sia inattivo soltanto perché è notte, il traffico è scarso oppure il tempo è cattivo. L’accensione viene decisa dagli organi competenti e non dipende dal messaggio eventualmente mostrato sui pannelli luminosi.

L’approvazione non equivale all’accensione

Vergilius Plus è stato approvato tecnicamente dal ministero nel 2024. Questo passaggio certifica che il sistema, nelle configurazioni previste dal decreto, può essere utilizzato per accertare la velocità media e istantanea. Non comporta però l’attivazione automatica su tutte le strade gestite da Anas.

L’installazione fisica, la corretta segnalazione e l’effettiva messa in funzione restano passaggi distinti. Anche la gestione delle contestazioni non è affidata direttamente ad Anas: per Vergilius il sistema informativo e le infrazioni sono gestiti dalla Polizia Stradale, così come il Tutor viene programmato e utilizzato dagli organi di polizia competenti.

Per chi viaggia, la conclusione è meno misteriosa di quanto possa sembrare. Vergilius Plus rende il controllo più evoluto e flessibile, ma non introduce un nuovo limite e non cambia il comportamento richiesto al volante. Che la telecamera stia misurando la velocità in quel preciso punto o la media dei chilometri percorsi, l’unico sistema realmente efficace per evitare una multa resta rispettare il limite lungo tutta la strada.

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