Home » Attualità » Tav, altro che proteste: per 8 cittadini su 10 è un’opportunità per la mobilità in Europa

Tav, altro che proteste: per 8 cittadini su 10 è un’opportunità per la mobilità in Europa

Tav, altro che proteste: per 8 cittadini su 10 è un’opportunità per la mobilità in Europa
Tav

I dati presentati da Telt a Bruxelles: perché italiani e francesi chiedono più rotaia per sostituire auto e aereo nei viaggi in Europa

Più vicine, più veloci e senza la schiavitù del mezzo aereo. Le aree metropolitane europee chiedono di accorciare le distanze, e a premere per la svolta sono i viaggiatori stessi. A confermare il cambio di rotta è il sondaggio firmato Ipsos e Bvs per Telt, che ha coinvolto un campione di 5.000 italiani e francesi sull’impatto della futura ferrovia Torino-Lione. Dalle trasferte d’affari in giornata fino alle nuove esigenze di comfort per chi viaggia in gruppo o in famiglia, l’asse transalpino si rivela un cantiere cruciale per intercettare le abitudini di una generazione che chiede collegamenti su rotaia sempre più capillari, sostenibili e integrati.

L’obiettivo del sondaggio era duplice: comprendere le abitudini di viaggio internazionale e i benefici attesi dal nuovo collegamento in costruzione sotto le Alpi.

I risultati sono stati consegnati dal presidente e dal direttore generale di Telt, Daniel Bursaux e Maurizio Bufalini, al commissario europeo alla Mobilità, Apostolos Tzizikostas e al coordinatore europeo del Corridoio Mediterraneo, nella cornice dei Connecting Europe Days di Bruxelles, conclusisi ieri. In particolare, i dati evidenziano come la nuova linea sia percepita come uno strumento al servizio delle persone: oltre 2/3 degli italiani e dei francesi ritengono che la Torino-Lione migliorerà la mobilità dei cittadini e gli scambi internazionali, contribuendo alla coesione sociale e allo sviluppo economico europeo.

Tav, altro che proteste: per 8 cittadini su 10 è un’opportunità per la mobilità in Europa
Da sinistra: Maurizio Bufalini, direttore generale di TELT; Apostolos Tzitzikōstas, Commissario europeo per i trasporti sostenibili e il turismo; Daniel Bursaux, presidente di TELT, Mathieu Grosch, Coordinatore europeo per il Corridoio mediterraneo

Oggi ci si muove ancora soprattutto in auto e in aereo

I viaggi internazionali rappresentano ancora una quota limitata della mobilità delle persone, in rapporto agli spostamenti su scala regionale e nazionale, e sono riferiti per lo più a ragioni turistiche. In Italia solo il 17% degli intervistati raggiunge almeno una volta all’anno una metropoli europea e il 16% aree al di fuori delle grandi città. Anche la Francia presenta percentuali simili con rispettivamente il 16% e 11% degli intervistati.

Per i tragitti regionali l’auto è utilizzata dal 75% degli italiani e dal 78% dei francesi; la stessa tendenza si osserva anche a livello regionale: in Piemonte la quota è del 77% mentre nel Rodano-Alpi raggiunge il 74%. Anche per gli spostamenti nazionali l’automobile rimane la soluzione prevalente, scelta dal 58% degli italiani e dal 67% dei francesi. Per i viaggi internazionali, invece, è l’aereo a prevalere.

Per raggiungere altre metropoli europee, il 70% degli italiani utilizza l’aereo contro il 10% che sceglie il treno. In Francia le quote sono rispettivamente del 43% e del 22%. A livello territoriale, l’aereo è scelto dal 70% dei piemontesi e dal 48% degli abitanti del Rodano-Alpi, con quote simili se si prendono in considerazione solo le aree di Torino (67%) e Lione (47%).

Il treno può crescere, ma a due condizioni: prezzi e tempi

Un prezzo competitivo e la riduzione dei tempi di percorrenza sono i due principali fattori che per gli italiani e francesi renderanno il treno una vera alternativa per i viaggi internazionali. Alla domanda su cosa potrebbe incentivare l’utilizzo della futura linea Torino-Lione, il prezzo del biglietto si colloca al primo posto in entrambi i Paesi: 28% in Italia e 43% in Francia. Segue la riduzione dei tempi di percorrenza, indicata dal 22% degli italiani e dal 25% dei francesi.

Anche la possibilità di effettuare un viaggio di andata e ritorno in giornata rappresenta un fattore di attrattività, citato dal 14% degli italiani e dal 7% dei francesi, aprendo la strada ad un uso della Torino-Lione più simile a quello tra Torino e Milano o tra Lione e Parigi. Anche dai territori locali emerge un’immagine simile ma con sfumature diverse: gli abitanti della Val di Susa si attestano sui livelli del campione nazionale – rispettivamente 32% per il prezzo, 21% per i tempi di percorrenza e 10% per l’andata e ritorno in giornata – mentre gli abitanti della Maurienne mettono al primo posto, a parimerito con il prezzo, la possibilità di effettuare il viaggio di andata e ritorno in giornata, indicato dal 23% degli intervistati.

L’inferiore tempo di percorrenza è per loro il terzo fattore (17%). Il messaggio che emerge è chiaro: la competitività della ferrovia si giocherà soprattutto sulla capacità di offrire viaggi più rapidi e più convenienti rispetto ad altri mezzi di trasporto.

Tav, altro che proteste: per 8 cittadini su 10 è un’opportunità per la mobilità in Europa

Gli under 30, una generazione in viaggio, più europea e orientata al treno

I dati mostrano che gli under 30 italiani si spostano più della media della popolazione. Il 17% si reca in altri Paesi europei per motivi di studio o lavoro, una quota più che doppia rispetto all’8% della popolazione complessiva. La stessa tendenza si riscontra in Francia, dove il 23% dei giovani viaggia verso le metropoli europee, contro il 16% del totale, mentre il 16% degli under 30 si sposta verso altri Paesi, contro l’11%della media nazionale.

A una maggiore mobilità europea corrisponde anche un maggiore utilizzo del treno. Per gli spostamenti interregionali il treno è utilizzato dal 38% degli under 30 italiani, rispetto al 21% della popolazione complessiva mentre per raggiungere una metropoli europea, lo utilizza il 20% degli under 30 italiani, contro il 10% della popolazione totale. Anche in Francia il treno è molto più utilizzato dai giovani per raggiungere città europee, sia a livello nazionale (28%, contro il 22%) che a livello del Rodano-Alpi (40% rispetto al 23%) e della città di Lione (30% contro il 26%). Fanno eccezione gli under 30 della Maurienne: solo il 10% ha utilizzato il treno contro il 14% degli abitanti.

Tra gli under 30, la sostenibilità ha inoltre un peso maggiore rispetto alle altre fasce d’età. Il 20% dei giovani italiani indica l’impatto ambientale tra i principali criteri che potrebbero orientare la scelta del treno rispetto ad altri mezzi di trasporto, contro il 10% della popolazione complessiva. In Francia la sensibilità è ancora più marcata: 34% tra i giovani, contro il 22% della popolazione generale. A questa priorità si aggiungono motivazioni condivise anche dal resto della popolazione: prezzo più conveniente, minore durata del viaggio e maggiori collegamenti.

Torino-Lione: una risposta alle sfide della mobilità e della sostenibilità

I risultati sui vantaggi attesi della futura linea rispecchiano queste aspettative. L’87% degli italiani e il 91% dei francesi ritengono che la linea Torino-Lione migliorerà la mobilità e gli scambi con l’Europa. Opinione condivisa anche a livello locale da quasi 4 piemontesi e torinesi su 5 e 9 cittadini del Rodano-Alpi e di Lione su 10. L’85% degli italiani e l’88% dei francesi ritengono inoltre che si tratti di un progetto importante per l’unità e lo sviluppo dell’Europa.

Anche il trasferimento modale emerge con forza: l’87% degli italiani e il 79% dei piemontesi ritengono che la linea consentirà di ridurre il traffico di mezzi pesanti nelle valli alpine; in Francia questa percentuale sale all’88% dei francesi e 84% dei rodano-alpini. L’83% dei francesi e il 77% degli abitanti del Rodano-Alpi pensano che contribuirà a ridurre il traffico aereo tra i due Paesi mentre in Italia lo ritengono l’82% degli italiani e il 66% dei torinesi, percentuale che sale al 74% tra gli under 30.

Sono ampiamente riconosciuti anche i vantaggi economici attesi: l’81% degli italiani e l’88% dei francesi ritengono che il progetto sia vantaggioso per le rispettive economie nazionali; secondo l’83% degli italiani e l’89% dei francesi contribuirà anche allo sviluppo economico e turistico dei territori attraversati. Anche nei territori della Val di Susa e della Maurienne, direttamente interessati dai cantieri e dalle ricadute dell’opera, ne viene riconosciuto il vantaggio economico: quasi 2 cittadini su 3 ritengono il progetto vantaggioso per l’economia dei rispettivi Paesi, mentre lo sviluppo economico e turistico è riconosciuto dal 65% dei cittadini delle due valli. Se si prendono in considerazione solo i giovani under 30, futuri utilizzatori della linea, questa percentuale sale rispettivamente al 72% per la Val di Susa e al 83% per la Maurienne.

© Riproduzione Riservata