Martedì 6 ottobre ore 13, il momento della verità. Nella Giunta del Coni convocata dal presidente Luciano Buonfiglio con all’ordine del giorno il caso Figc si arriverà alla conta. Chi è per la decadenza di Giovanni Malagò e per il commissariamento della federazione e chi contro, quanto peseranno i pareri dei giuristi coinvolti dal Coni e quanto, invece, il posizionamento di quelli prodotti dalla stessa Figc? E quanto conterà la rete di rapporti che Malagò ha steso e conservato dopo dieci anni alla guida dello sport italiano?
Una conta difficile da prevedere, anche perché sotto traccia si sta combattendo una battaglia formale che rischia di diventare sostanza. Ad esempio, sulla forma del voto:: segreto o palese, fa tutta la differenza del mondo in presenza di prevedibili contrasti e di posizioni non allineate a quelle del presidente Buonfiglio che ha costruito la marcia di avvicinamento al momento della verità provando a blindare il via libera al commissariamento come atto dovuto.
“Ci siamo attrezzati bene per non lasciare spazio a interpretazioni. Manderemo i 4 pareri dei nostri giuristi ai presidenti delle federazioni” ha detto Buonfiglio. Tradotto: siccome i pareri dicono che il tesseramento al momento della presentazione della candidatura era requisito fondamentale, Malagò deve decadere aprendo la porta al commissariamento della Figc. Che sia sufficiente per indirizzare il voto di chi sta con Malagò è tutto da dimostrare ed è su questo passaggio che si sta consumando la guerra di avvicinamento alla Giunta del verdetto.
Collaterale anche la posizione di Diana Bianchedi, dimissionaria dal ruolo di capodelegazione della nazionale che le avrebbe certamente negato la possibilità di esprimere il voto in Giunta. Potrà farlo, ora, oppure il suo legame con la Figc è troppo recente perché sia venuta meno l’incompatibilità? Bianchedi è indicata come fedelissima di Malagò e, in caso di voto, è difficile immaginarla pro-commissariamento.
Le cronache iscrivono al partito pro-Malagò anche l’altro vice presidente Marco Di Paola, Federica Pellegrini membro del CIO e un paio di presidenti di federazione (Giovanni Copioli Federmoto e Laura Lunetta Federdanza). Per ottenere a maggioranza servono 7 forse 8 voti. La pattuglia dei contrari a Malagò, con in testa lo stesso Buonfiglio che vota, è più o meno equivalente e poi c’è la terra di mezzo di coloro che sono indicati come indecisi.
La decisione della Giunta passerà poi al Consiglio straordinario, convocato a seguire sempre martedì 6 ottobre. E lì si aprirà una nuova partita perché a votare saranno 78 presidenti di federazione, con schieramenti quasi impossibili da decifrare in anticipo, soprattutto con un week end in mezzo in cui le sfide dell’Italia di Mancini contro Francia e Turchia saranno solo sullo sfondo dell’unico confronto che davvero interessa nei palazzi dello sport italiano.
