“Questa è solo l’ennesima ingiustizia che si abbatte sugli insegnanti costretti, ormai già da moltissimi anni, a sopportare enormi sacrifici”. E’ deluso e amareggiato Massimiliano De Conca, Segretario provinciale FLC Cgil di Mantova per la richiesta di restituzione degli ‘scatti’ di anzianità relativi allo scorso 2013. Con il Dpr n.122 che è entrato in vigore il 9 novembre scorso, infatti, è stato esteso il blocco degli scatti a tutto il 2013 e di conseguenza le somme che erano già state erogate agli insegnati, per un vuoto legislativo durato alcuni mesi, dovranno essere recuperate. In sostanza gli insegnati dovranno restituire allo Stato le somme che hanno già incassato, in comode rate.
“Chiedere la restituzione di circa 150 euro mensili ai docenti che hanno maturato gli scatti 2013 e’ una scelta fortemente ingiusta e soprattutto ingiustificabile- prosegue De Conca- il comparto della scuola in questi anni ha subito fortissimi tagli e questa decisione si andrà ad aggiungere ai nuovi tagli previsti per i Fondi di Istituto creando gravi disagi alla scuola”.
Ci può fare un esempio, in termini numerici su come e quanto graverà questa restituzione sulla busta paga di un docente?
“Prendiamo come esempio un insegnante di Scuola Media inferiore con 14 anni di servizio. In questo caso abbiamo una busta paga al netto di 1.500 euro circa, ovviamente senza considerare tutte le detrazioni che variano da soggetto a soggetto. A questa cifra dobbiamo togliere 150 euro richiesti dal Ministero delle Finanze. La decurtazione comunque sarà sullo stipendio della fascia stipendiale successiva. In sostanza chi si ritrovava per esempio a 1553 euro (tabellare ndr.) perché scattato in seconda fascia, adesso si troverà ad avere circa 1400 euro.
Ma anche la restituzione varia ovviamente in base al periodo in cui l’insegnante ha percepito lo “scatto”…
“Certo. Ad esempio chi è “scattato” a gennaio 2013, già con un anno di ritardo per il blocco previsto nel 2012, ha avuto solo ad aprile 2013 l’attribuzione degli scatti con arretrati, a gennaio 2014 manterrà lo scatto ma dovrà restituire i soldi percepiti in più nell’anno 2013. Chi invece ha avuto lo scatto da settembre 2013, sempre con differimento di un anno, a gennaio 2014 verrà retrocesso come posizione stipendiale e dovrà restituire i soldi percepiti in più da settembre 2013. In questo caso solo a settembre 2014 avrà lo scatto a causa del congelamento degli anni 2012 e 2013. Tutti i lavoratori interessati, però, troveranno inserito nel cedolino dello stipendio di gennaio un messaggio che comunica loro il recupero dei soldi percepiti in più, suddiviso in rate mensili da 150 euro, fino alla concorrenza del debito. Alcuni saranno retrocessi, ma la cosa ancora più grave è per chi, ad esempio, aveva programmato il pensionamento da settembre 2014 perché finalmente aveva maturato lo scatto. Questi lavoratori qualora rientrino nel secondo caso dovranno rimanere un altro anno per poter vantare, sia sul trattamento pensionistico che sulla buonuscita, lo scatto tanto agognato”
Questo 2014 è iniziato con la richiesta di restituzione degli “scatti” indebitamente percepiti nel 2013 ma anche con ulteriori tagli ai Fondi per i progetti scolastici..
“Si, quest’anno sono stati annunciati nuovi tagli agli già esigui Fondi d’Istituto per un ulteriore 30% rispetto all’anno scorso. Questo significa in termini didattici che dovranno essere “tagliati” progetti e attività scolastiche extra orario di insegnamento come ad esempio le gite scolastiche oppure corsi di recupero. E nel caso in cui si riesca a fare qualche progetto, questi saranno realizzati sottocosto”.
Il ministro Carrozza, però, si è opposto alla restituzione dei 150 euro…
“Si, ma questo mostra un altro aspetto inquietante: l’incomunicabilità che esiste tra i Ministeri delle Finanze e quello dell’Istruzione. Una incomunicabilità che come dimostra questa restituzione degli “scatti” ricade sempre ed inevitabilmente sui lavoratori. La disposizione del MEF non solo porta un danno economico ai lavoratori, ma è umiliante e vergognosa per la modalità con la quale viene portata avanti. Perché per i lavoratori pubblici i provvedimenti non solo sono immediatamente applicati ma sono anche retroattivi ovvero si decide a dicembre quando il riallineamento è avvenuto ad aprile, mentre altre manovre come ad esempio l’abolizione dei finanziamenti ai partiti o la diminuzione delle indennità parlamentari sono rimandate a legislature future?”
