Donald Trump ha deciso di modificare le regole del calcio e del Mondiale in corso a suo piacimento. Ha telefonato al numero uno del calcio Gianni Infantino, presidente della Fifa, e gli ha chiesto di revocare la squalifica del calciatore statunitense Balogun che era stato espulso nell’ultima partita e quindi come da regolamento avrebbe dovuto scontare un turno di squalifica contro il Belgio nell’incontro valido per gli ottavi di finale. E Infantino ha eseguito come se stesse gestendo un torneo di quartiere invece che la manifestazione più seguita del mondo. In sostanza Infantino ha azzerato le regole e ha provocato una serie di reazioni clamorose a tutti i livelli. La credibilità di questo MOndiale è stata minata dall’incredibile decisione di Infantino che non ha avuto il coraggio di dire no a Trump. Quasi che tra i due ci sia un accordo per far vincere il Mondiale agli Stati Uniti
Ceferin furioso
A cominciare dal presidente della Uefa Aleksander Ceferin che è sempre andato d’amore e d’accordo con la Fifa ma che stavolta è esploso. “La decisione presa ieri di sospendere, per un periodo di prova di un anno, l’applicazione della squalifica automatica di una partita conseguente al cartellino rosso mostrato al calciatore Folarin Balogun ha oltrepassato una linea rossa”, si legge in una nota della Uefa. “Il calcio, come ogni altro sport, si fonda sulle regole, che costituiscono la base di una competizione leale, onesta e trasparente. Talvolta le regole possono essere soggette a interpretazione. In questo caso, no”, prosegue la Uefa. “La squalifica automatica minima di una giornata dopo un’espulsione non è una facoltà discrezionale e non richiede la decisione di alcun organo competente per entrare in vigore. È un principio sancito dai regolamenti, che non può essere oggetto di eccezioni, tanto meno nel corso di un torneo in cui diversi altri giocatori si sono trovati nella stessa situazione e hanno regolarmente scontato la loro squalifica”.
Anche Malagò attacca
Sulla stessa linea il neoeletto presidente della Federazione Italiana Gioco Calcio Giovanni Malagò: “Mi è sembrata veramente un’assurdità. Sono andato anche a guardare questo articolo 27 che consente o consentirebbe questa decisione alla FIFA e soltanto alla FIFA. Non è replicabile nei vari campionati nazionali e dico: ‘Meno male!’, perché sarebbe veramente l’Armageddon. È inutile che ce la raccontiamo, questa scelta ha un evidente sapore politico, lo ha scritto anche il New York Times. Oggettivamente è un precedente pericolosissimo, un precedente politico pericolosissimo. Spero se ne rendano conto. Quando vedi una decisione presa così, si perde la meritocrazia, che è la base del calcio”.

