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Sinner, nuovi colpi e disciplina per tornare il numero uno in 40 giorni

Sinner, nuovi colpi e disciplina per tornare il numero uno in 40 giorni

Il trionfo di Montecarlo dimostra che è il più bravo anche sulla terra rossa. Adesso parte l’assalto a Roma e Parigi, probabile che rinunci a Madrid

Recuperare 3350 punti in 68 giorni è un qualcosa di clamoroso, Jannik Sinner ci è riuscito con uno sforzo difficile solo da immaginare, figurarsi realizzarlo. La tripla corona Indian Wells-Miami-Montecarlo, storico filotto realizzato come solo Djokovic nel 2015 era riuscito a fare, e il ritorno in vetta al ranking Atp è naturale siano costati moltissimi a Sinner, dal punto di vista fisico e mentale. Un mese e mezzo senza fermarsi mai, scendendo in campo per partite ufficiali un giorno si e un giorno no per oltre 40 giorni. Staccare è un obbligo, il riposo stavolta non è un’opzione ma un’assoluta necessità. E cosa c’è di meglio della casa di Montecarlo e della famiglia per recuperare le energie? Jannik in questi giorni ha sottolineato quanto sia stato bello dormire nel letto di casa. Vicino a lui oltre allo staff c’è stata tutta la famiglia: papà, mamma e fratello ovviamente oltre alla fidanzata Laila Hasanovic. Una presenza discreta quella della modella danese, anche nel momento del trionfo solo un abbraccio quando tutti si aspettavano almeno un bacio. Ma a Sinner (e a Laila) non piace più di tanto mettere in mostra i propri sentimenti, la coppia vive una vita molto tranquilla anche perchè per il resto del tempo Jannik è sempre sotto la luce dei riflettori.

La terra rossa è diventata amica

La prima vittoria della sua carriera su una superficie che non ha mai amata è arrivata a Montecarlo, un torneo nel quale Sinner ha mostrato dei passi avanti incredibili sulla superficie che è sempre stata la preferita di Carlos Alcaraz, mentre Jannik ha sempre amato il veloce e non per caso. A casa sua, a Sesto Pusteria, ci sono prevalentemente campi in cemento e poi l’ottanta per cento dei tornei del circuito mondiale si gioca sulla superficie veloce. Ma Sinner vuole essere il più bravo su tutte le sue superfici e il suo chiodo fisso per il 2026 è vincere a Parigi. La finale dello scorso anno al Roland Garros contro Alcaraz rappresenta un punto di svolta nella carriera del tennista italiano. Sinner dalla delusione per una sconfitta che è arrivata dopo aver fallito quattro match ball ha preso la spinta per migliorare su quella superficie sempre un po’ ostica per lui. La vittoria a Montecarlo contro lo spagnolo che gli ha restituito il primo posto nella classifica mondiale Atp parte da quella sconfitta che Sinner ci ha messo un po’ a metabolizzare. Certo poi è arrivato il trionfo di Wimbledon, ma nella testa di Jannik per il 2026 c’è un solo obiettivo: vincere a Parigi per conquistare l’ultimo Slam che gli manca nella sua straordinaria bacheca. Ecco perchè Sinner sta ragionando sull’opportunità o meno di giocare il torneo di Madrid, al quale parteciperà invece sicuramente Alcaraz. Jannik potrebbe decidere di riposarsi per qualche giorno e poi allenarsi a Montecarlo, nella sua comfort zone, in vista di Roma e Parigi.

La gestione perfetta

Come hanno sottolineato il suo coach Simone Vagnozzi e l’ex tennista e ora commentatore di Sky Paolo Bertolucci la crescita di Sinner sulla terra battuta c’è stata soprattutto nella gestione dei momenti difficili della partita. Sinner ha dimostrato una superiorità mentale che in questo momento fa la differenza nel confronto con Carlos Alcaraz. Perchè mentre a Indian Wells e Miani aveva costruito le sue vittorie soprattutto sull’efficacia del suo servizio, che nel momento del bisogno gli aveva sempre risolti i problemi, nella finale di Montecarlo Sinner ha realizzato percentuali sulla prima palla di servizio molto basse, eppure la sua solidità e la lucidità nelle scelte hanno fatto la differenza tanto da costringere Alcaraz a rivolgersi più volte al suo angolo. Carlos aveva capito che la partita stava scivolando via, ma c’è da giurare che già un minuto dopo la fine del match stesse pensando a come battere Sinner al prossimo incrocio. La dittatura di Sinner e Alcaraz nel tennis è destinata a durare ancora per tanti anni, ma gli ultimi 40 giorni di Sinner sono qualcosa di eccezionale. All’alba del 2026 Sinner ha già vinto a Indian Wells, Miami e Montecarlo ma oggi come sempre ha una sola cosa in testa: vincere a Parigi.

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