Gradino dopo gradino, Jannik Sinner sta salendo sempre più velocemente la scala che conduce all’Olimpo del tennis. Sopra di lui, oramai, solo gli dèi. Ma anche a lui, di umano, è rimasto ben poco, se non l’intolleranza al caldo. Record e trofei alla mano, l’azzurro del tennis sembra essere una vera macchina, con un motore eccezionale e un’aerodinamica che gli consente di adattarsi ad avversari e superfici molto diversi.
Lunedì 20 luglio, l’altoatesino ha cominciato la sua 81esima settimana da numero uno del mondo nel ranking Atp. Un traguardo che vale davvero una pagina di storia (e non solo per l’Italia): l’azzurro ha superato l’australiano Lleyton Hewitt, agganciato a quota 80 dopo il trionfo a Wimbledon, e ora occupa da solo il decimo posto nella classifica di tutti i tempi per settimane trascorse in vetta. Da quando le classifiche vengono elaborate dal computer, ovvero dal 1973, soltanto altri nove tennisti hanno fatto meglio. E sono i nomi che hanno fatto la storia di questo sport.
Chi sono i numeri uno davanti a Sinner
Guardare la classifica all-time rende manifesto, con assoluta chiarezza, il livello èlitario della compagnia. In cima vi sono Novak Djokovic con 428 settimane, Roger Federer con 310 e Pete Sampras con 286. Poi Ivan Lendl a 270, Jimmy Connors a 268, Rafael Nadal a 209, John McEnroe a 170 e Björn Borg a 109. Sinner, a 81, ha già alle spalle il baby prodigio Hewitt (che dopo due anni di gloria è stato soppiantato dall’avvento di Federer). Ma Jannik, la montagna, vuole scalarla fino in cima. Intende costruire nuove vette mai raggiunte. E guarda già avanti, sopra di sé: il prossimo nome sulla lista è Andre Agassi, nono con 101 settimane.
Raggiungere l’americano appare oggi un’impresa alla sua portata. Sinner vanta circa 5.000 punti di vantaggio su Alexander Zverev, attuale secondo nel ranking Atp, una distanza che (a meno di grosse sorprese) lascia presumere la permanenza al vertice ancora per diverso tempo. La solidità accumulata nel corso degli ultimi mesi, così come l’assenza del grande rivale Carlos Alcaraz (che forse tornerà in campo al Masters 1000 di Cincinnati), rende il primato granitico. E così, si spera che, con la mentalità da fenomeno e il livello di tennis che sta dimostrando, la scalata possa continuare, gradino dopo gradino.
