La rottura pubblica tra Claudio Ranieri e Gian Piero Gasperini ha portato alla luce del sole crepe che da mesi agitavano i corridoi di Trigoria, almeno a sentire i bene informati. Se anche, come ha detto il tecnico provando a smorzare i toni, non ci sono stati screzi forti tra allenatore e senior advisor della proprietà Friedkin, è evidente che la Roma è stata attraversata da fastidiose fibrillazioni nel cuore dell’inverno.
Una situazione poco funzionale per una squadra impegnata nella volata per conquistare un posto nella prossima Champions League, ma soprattutto destinata a rimettere in discussione tutto. Anche il futuro. Perché immaginare che l’asprezza delle dichiarazioni di Ranieri, dopo settimane di conferenze stampa puntualizzando da parte di Gasperini, si possano superare come se nulla sia successo è pura utopia.
Nello sfogo di Ranieri a pochi minuti dal fischio d’inizio della sfida con il Pisa c’è un passaggio, però, che ha scatenato la curiosità dei tifosi romanisti. Davvero Gasperini è stata la quarta scelta la scorsa estate, quando il club giallorosso ha cercato il tecnico per questa stagione? E se è stata la quarta e non la prima scelta, chi sono i tre allenatori che Ranieri sostiene essere stati contattati ma che non hanno accettato di raggiungere la Capitale?
Ranieri e gli allenatori prima di Gasperini: cosa ha detto
Le parole di Ranieri non lasciano spazio e interpretazioni: “Io ho scelto 5-6 allenatori, tre non sono venuti. La società ha scelto Gasperini. Abbiamo scelto lui per quello che aveva fatto all’Atalanta: partire con i giovani e piano piano portarli su grandi palcoscenici. Ho smesso di allenare per questo, se dobbiamo perdere un anno di costruzione lo faccio volentieri. Noi ci aspettavamo proprio questo: abbiamo preso dei giovani, io e Gasperini abbiamo scelto i giocatori”.
A parte il dettaglio di addebitare alla società la decisione finale di andare su Gasperini, l’uomo cui i Friedkin hanno affidato la costruzione del nuovo ciclo della Roma ha spiegato di aver contattato una rosa ampia di tecnici ma che la metà di quella rosa ha preferito non rendersi disponibile. Uno scenario certamente poco lusinghiero per Gasperini che ha preferito, però, evitare di rispondere direttamente: “Sono cose normali, le società si creano dei profili in queste situazioni, ma io sono contento della scelta che ho fatto”.
I tre allenatori che non hanno accettato la Roma
Chi sono, dunque, i tre allenatori che non hanno risposto alla chiamata di Ranieri e della Roma? Uno è noto e risponde al nome di Cesc Fabregas, che in primavera è stato corteggiato dai giallorossi e che ha declinato così come accaduto nel mese di giugno quando a tentare il blitz è stata l’Inter, volata fino a Londra per provare a convincerlo a lasciare il progetto degli Hartono. Fabregas che nei mesi scorsi era stato anche nella short list del Bayer Leverkusen, ma che ha temporaneamente sposato il Como anche per gli ampi poteri di cui è stato dotato dalla proprietà sia nell’indirizzare il ricco mercato, sia nella gestione quotidiana di tutto quanto ruota intorno a squadra e settore giovanile.
Il secondo nome è quello di Ernesto Valverde, classe 1994, dal 2022 sulla panchina dell’Athletic Bilbao. E’ l’allenatore cui Ranieri aveva consegnato, colto dalle telecamere, un bigliettino al termine della sfida di Europa League della scorsa stagione. L’allora tecnico della Roma aveva spiegato di avergli scritto il proprio numero di cellulare, avendo perso quello dello spagnolo, perché lo contattasse per parlare di alcuni giocatori; oggi non è difficile immaginare che ragionasse già sul futuro della panchina romanista.
E il terzo? Ci sono due piste che portano una all’estero e l’altra all’Italia. Quella straniera risponde al nome di Unai Emery, attualmente all’Aston Villa con cui sta inseguendo la quinta Europa League di una carriera vincente soprattutto in Europa. Piace da tempo alla Roma ma non c’è mai stata la possibilità di avviare una vera e propria trattativa. Per settimane, peerò, si era parlato anche di contatti con Roberto De Zerbi, all’epoca al Marsiglia e oggi al Tottenham dopo aver chiuso in maniera tempestosa con i francesi.
