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New York a due facce: l’Alcaraz ritrovato e l’inevitabile declino di Djokovic

New York a due facce: l’Alcaraz ritrovato e l’inevitabile declino di Djokovic

Lo spagnolo è tornato in campo dopo 139 giorni: “Nel mio posto speciale torno a sentirmi un giocatore di tennis”. Nole fuori al primo turno, vomita e soffre in campo. Tra gli italiani vincono Berrettini e Darderi, oggi tocca a Cobolli e Musetti

Il 31 agosto del 2006 per il mondo del tennis non resterà un giorno come gli altri. A poche ore di distanza sui campi di Flushing Meadows la storia ha scritto due capitoli opposti. E’ la crudeltà dello sport e l’inevitabile scontro di ogni campione con la carta di identità. Mentre Carlos Alcaraz dopo 139 giorni di stop per l’infortunio al polso tornava in campo e asfaltava Safiullin facendo capire che non è venuto a New York per verificare le sue condizioni di forma ma per vincere l’ennesimo Slam, Nole Djokovic alle soglie dei 40 anni veniva sconfitto dopo cinque set di enorme sofferenza fisica dal giovane Navone. Per la terza volta in carriera perde al primo turno di un torneo dello Slam, ma soprattutto la sua partita è stata una sofferenza continua. “In campo ho avuto sensazioni terribili, me le porto dietro da mesi. Vomito e poi tutto il corpo inizia a cedere, tra crampi e dolori. Devo capire se è risolvibile…”. Djokovic non è uno che si arrende facilmente, ma i segnali del corpo vanno ascoltati e il serbo potrebbe decidere di chiudere qui la sua stagione. Il 22 maggio dell’anno prossimo Djokovic toccherà il traguardo dei 40 anni, è l’ultimo eroe rimasto in campo dei Fantastici tre che hanno reso grande il tennis negli ultimi vent’anni. Ma Roger Federer e Rafa Nadal hanno capito che era arrivato il momento di dire basta, Nole ancora no. Nella sua testa c’è il venticinquesimo Slam della sua straordinaria carriera, che però dopo New York sembra lontanissimo. Forse irraggiungibile.

Carlos ritrovato

L’altra faccia della medaglia è la freschezza di Carlos Alcaraz, che a New York sta ritrovando sè stesso. Nella Grande Mela a diciannove anni si era rivelato al mondo, adesso punta al successo nel torneo newyorkese per ridare senso a un 2026 che lo ha visto spettatore a Parigi e Wimbledon. Carlos è abituato a essere protagonista, soprattutto a New York che è tappezzata di suoi poster, l’uomo simbolo della Nike con un look particolare che strizza l’occhio ai suoi fan dai grattacieli di Times Square. “Nel mio posto speciale torno a sentirmi un giocatore di tennis”. Cinque mesi senza lo spagnolo sono stati decisamente troppo per la bellezza di questo sport e mentre aspettiamo il ritorno di Jannik Sinner sperando che arrivi il più preso possibile, ci prepariamo a salutare la leggenda Djokovic. Neanche Nole può sconfiggere il tempo.

Avanti Berrettini e Darderi, oggi tocca a Musetti e Cobolli

La giornata di ieri è stata positiva per Matteo Berrettini e Luciano Darderi, che hanno battuto in incontri terminati ben oltre la mezzanotte rispettivamente Wawrinka (in tre set) e Wendelken (in quattro set). Oggi tocca a Flavio Cobolli e Lorenzo Musetti, i due azzurri, vista l’assenza di Jannik Sinner sono le punte di diamnte della spedizione italiana. Il romano (finalista al Roland Garros) se la vedrà con l’argentino Francisco Comesana, mentre il carrarino affronterà il britannico Arthur Fery.

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