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Europei di volley, l’Italia si abbatte sul muro della Finlandia (vera sorpresa del torneo)

Europei di volley, l’Italia si abbatte sul muro della Finlandia (vera sorpresa del torneo)
Ansa

L’Italia maschile esce agli Europei battuta dalla Finlandia al PalaVela di Torino. Per il Ct De Giorgi è il punto più basso di cinque anni di gestione

La geografia di questa sconfitta dell’Italvolley ha qualcosa di beffardo. Basta fare un salto indietro nel tempo. Nel 2018, l’Italia di Blengini fallì le semifinali mondiali all’Inalpi Arena. Questa volta il palcoscenico è il PalaVela, a tre chilometri di distanza. Stesso esito, stesso dolore sportivo. E così, ieri 23 settembre, la Finlandia, 17ª nel ranking mondiale, elimina i bicampioni del mondo di Ferdinando De Giorgi ai quarti di finale dell’Europeo. Una simile onta non accadeva dal 2019, quando la Nazionale venne sconfitta dalla Francia.

L’illusione del primo set

L’avvio è da grande Nazionale, da campioni del mondo. Simone Giannelli detta i tempi al servizio e da lì arrivano i break decisivi. Pardo Mati domina a muro con due vincenti che valgono l’allungo. Yuri Romanò, a sua volta, segna otto punti, con l’86% di positività e due ace. L’Italia del primo set è quella che, per due settimane, ha trascinato i palazzetti da Napoli a Modena.

Nel secondo parziale la musica cambia. La sinfonia perfetta degli azzurri assume cadenze cacofoniche, con note che stridono e protagonisti in campo che vanno fuori tempo. La Finlandia cresce con i fratelli Luka e Nooa Marttila e con l’opposto Joonas Jokela. Sul 26-25 l’Italia spreca un set point, Romanò subisce una murata pesante e la partita si ribalta. Luka Marttila pareggia i conti, ma il danno più profondo è psicologico: le certezze dell’Italia del volley si sgretolano in pochi scambi.

Gli ultimi set dell’Italia agli Europei di volley

Il terzo parziale è il simbolo di questo crollo psicologico. L’Italia scende in campo come se non avesse un piano, spaesata, senza soluzioni. Un déjà vu: è la stessa Nazionale che in estate aveva perso la bussola nella semifinale olimpica di Parigi contro la Francia. Sul 9-3, De Giorgi avvia una girandola di cambi che non produce mai, tuttavia, l’assetto giusto. Gli 8.260 spettatori del PalaVela assistono (impietriti) a una squadra che non riconoscono.

Nel quarto set l’Italia torna all’assetto iniziale con Galassi al posto di Mati. Il muro funziona meglio: quattro vincenti totali, fra cui tre di Sanguinetti. Ma il linguaggio del corpo degli azzurri non trasmette mai fiducia. Il guizzo finale che porta al tie-break è reale, ma effimero. È solo un’illusione che allunga la sofferenza di un ulteriore parziale.

Sul 11-8 nel quinto set, con l’ace di Romanò, il palasport si riaccende. L’Italia, per un attimo,  è sembrata a un passo dalla semifinale di Milano. Poi, un ace del solito Luka Marttila, un muro e un’invasione di Bottolo consegnano mestamente il match point alla Finlandia. L’attacco fuori misura di Romanò ha chiuso tutto, mettendo fine all’avventura azzurra agli Europei di volley.

Il bilancio dell’eliminazione

Questa disfatta non nasce solo dalla Finlandia. Nasce anche dalle decisioni prese in estate. La rinuncia ad Alessandro Bovolenta, miglior opposto dell’ultima Superlega, ha privato De Giorgi di una risorsa fondamentale nel ruolo più delicato. La scelta di convocare cinque schiacciatori e soli tre centrali, necessaria per ritagliare spazio a Michieletto, si è rivelata un compromesso che ha pagato solo a intermittenza.

Insomma, appena dodici mesi dopo la doppietta mondiale, il movimento azzurro chiude l’estate con un argento europeo al femminile e un’eliminazione ai quarti nel maschile. È il punto più basso della gestione De Giorgi, alla quinta stagione sulla panchina della Nazionale. Ripartire, ora, richiederà un’analisi onesta e approfondita di ciò che non ha funzionato: nei meccanismi, nelle scelte, nella tenuta mentale. Torino ha acceso i riflettori su fragilità che fino a ieri sembravano un lontano ricordo.

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