Leao resta, Nkunku se ne va. E non da solo. A dieci giorni dal via della stagione Amorim ha tirato una riga sul lavoro estivo: dentro o fuori. E a sorpresa le carte sono cambiate rispetto a mesi in cui si dava per scontata la partenza del portoghese con il muso lungo (Leao) e si vaticinava un ruolo centrale per il francese acquistato a suon di milioni un anno fa e mai davvero decollato.
Leao resta. Un po’ perché non ha ricevuto la chiamata che gli ha fatto stropicciare gli occhi e un po’ per cercare di riprendersi il Milan e il rapporto, logoratosi, con i tifosi rossoneri. Niente Turchia, per lui. E niente Arabia Saudita o mete esotiche che avrebbero significato un brusco stop alla carriera di potenziale (mai esploso) top player.
Amorim dovrà suturare tutte le ferite, ma la verità è che ritrova il miglior giocatore della rosa, un uomo capace in cinque anni di segnare come un centravanti (67 reti) pur giocando da esterno o, nell’ultima stagione, da adattato in mezzo all’area da rigore. Più decine di assist, qualche mal di testa in fase di copertura e il problema di un atteggiamento col quale si sono scontrati nell’ordine Fonseca, Conceicao e Allegri.
La lista dei partenti, invece, contiene a sorpresa il nome di Nkunku e sarà un problema piazzarlo per via dell’investimento over 40 milioni di un anno fa con stipendio non leggero. Doveva essere uno dei due trequartisti alle spalle di Gonçalo Ramos: bocciato.
La strategia di far trapelare la lista degli indesiderati a cavallo di Ferragosto è un’anomalia per modi e tempi del calcio moderno, quello in cui la cosa più difficile non è acquistare ma vendere. Il Milan ha scelto questa strada e ha due settimane per accompagnare alla porta Nkunku, Tomori (scadenza contatto nel 2027), Fofana, Odogu, Estupinan (trattenuto un mese fa, non si capisce il motivo), Bondo. Da pesare le situazioni di Loftus Cheek e Musah. Non sarà un agosto semplice, insomma, per chi da Casa Milan deve monetizzare per poi rimettere in circolo e dare ad Amorim quello che vuole.
