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Milan, il primo sorriso ad Amorim lo regala Cissè (l’anti Leao)

Milan, il primo sorriso ad Amorim lo regala Cissè (l’anti Leao)
Alphadjo Cissé (Getty Images)

I rossoneri sbancano Torino soffrendo solo nel finale: decide un gol del giovane prelevato dal Catanzaro e che deve prendere il posto di Rafa. Pregi e difetti della prima prestazione milanista.

Alphadjo Cissè, classe 2006, il ragazzo che Amorim ha usato per spiegare a Leao che è meglio che se ne vada, ma che se resta dovrà sudarsi la maglia. E’ lui a regalare il primo sorriso stagionale al Milan, tre punti pesanti presi a Torino in una serata con molte luci e qualche ombra in cui, visto il punto di partenza milanista, quello che contava era vincere e così è stato fatto.

Cissè e poi Rabiot, i nomi sul tabellino di una partita che si è decisa in una manciata di secondi a metà ripresa. Giusto in tempo per disinnescare la prevedibile ondata di polemiche per un rigore non concesso (mani di Vlasic su cross sempre di Cissè) che avrebbero occupato la settimana se il campo non avesse restituito un senso di giustizia alla sfida. La questione arbitrale è già viva, come dimostrano le proteste del Genoa e la mancata comprensione che il metro è cambiato e quest’anno si arbitra all’europea, qualsiasi cosa voglia dire.

In ogni caso il Milan è riuscito a uscire dalle pieghe di una partita che si stava un po’ complicando perché il possesso palla è una statistica interessante (74% primo tempo, in calo dopo l’intervallo) ma ha il difetto di non fare gol. E nemmeno di far vincere se poi i tiri in porta latitano. Cissè ha rotto l’equilibrio, Rabiot ha raddoppiato e così il finale di sofferenza milanista non ha prodotto lo sconquasso di una rimonta che avrebbe rovinato tutto.

Amorim può essere moderatamente soddisfatto della prima prova della sua squadra. L’identità di un gioco costruito per cercare di dominare si vede, gli interpreti non sono eccezionali (Modric in panchina ha lasciato posto a Jashari e Musah da centrale è parso un pesce fuor d’acqua) e però c’è tempo per lavorare e anche un mercato che deve portare qualcosa nello sprint conclusivo.

I nuovi. Gli occhi di tutti erano su Goncalo Ramos e la sua prima volta con il Milan vale una sufficienza stiracchiata. Gioca dentro l’area di rigore, da centravanti puro, necessita di palloni in quantità e a Torino non ha inquadrato la porta: da rivedere. Gila ha dato solidità alla difesa, che ha rischiato pochissimo a parte l’ultimo quarto d’ora con la squadra in apnea. Di Cissè già detto. Tra due settimane la Juventus sarà un test molto probante.

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