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Serie A 2026/2027: la griglia scudetto del campionato

Serie A 2026/2027: la griglia scudetto del campionato
(Getty Images)

Chi vincerà il titolo di campione d’Italia? Chi andrà in Champions League o nell’Europa di riserva? Chi rischia di retrocedere? Ecco i pronostici di inizio stagione.

Si parte a mercato ancora aperto e ormai non è una novità. Si parte con ancora molto lavoro da fare da parte di tutti, big comprese, perché il calcio italiano senza soldi deve lavorare di idee, visioni e soprattutto saldo di fine stagione: molte occasioni matureranno nei giorni conclusivi di agosto quando sarà il caso di riaggiornarsi per una valutazione più attenta dei rapporti di forza in campo.

Nonostante la premessa, è comunque possibile disegnare una griglia del campionato dividendo le squadre per obiettivi. Le gerarchie sembra stabili, almeno in testa, difficile che il colpo di coda del mercato le possa cambiare sensibilmente. La Serie A che parte ha un sole riconoscibile (Inter) attorno a cui ruotano diversi pianeti. Non tutti alla stessa distanza.

Scudetto: sarà una lotta a due

L’Inter campione d’Italia lotta per lo scudetto ed è la favorita d’obbligo, non solo perché il tricolore lo porta cucito sulla maglia. Chivu ha superato di slancio l’esame della scorsa stagione e il mercato gli consegna una squadra che appare riformata in meglio. Dumfries è una perdita grave, però tra vecchi e nuovi il saldo può essere positivo.

Marotta ha consegnato la missione di guardare all’Europa con maggiore attenzione di un anno fa e questo farà fatalmente perdere qualche punto ai nerazzurri. Considerazione che rende da corsa scudetto anche il Napoli affidato ad Allegri. I partenopei hanno una rosa profonda e qualitativa, soprattutto a centrocampo e in attacco; se Allegri saprà dargli equilibrio non c’è ragione per immaginare gli orfani di Conte sotto la “quota 80” che significa correre per il titolo.

Champions League, quanti rischi per Milan e Juventus

Non ci sono altre pretendenti lo scudetto alle viste, inutile illudersi. La borghesia del campionato italiano è immersa in un processo di cambiamento o rafforzamento che non prevede la vittoria immediata se non a quote molto basse: per intenderci gli 82 (al massimo) di Pioli nel 2022. Provando a metterle in fila, ecco la gerarchia che si presenta a inizio dei giochi.

La Roma di Gasperini è all’anno Due del suo corso, si è liberata dalla zavorra dei continui fallimenti di obiettivo e va costruendosi ad immagine e somiglianza del suo tecnico. Difficile pensare che Malen prosegua con la media gol primaverile, ma anche andando un po’ meno forte i giallorossi sono in prima fila nel gruppo alle spalle di Inter e Napoli.

Un gradino sotto la Juventus che Carnevali sta preparando per Spalletti. E’ lontana dalle Juve che siamo abituati a conoscere, zavorrata dall’impegno del giovedì in Europa League e con l’incognita prima punta (quanto vale Kolo Muani?), ma anche solida dietro. 

In quarta fila il Como di Fabregas, puntellato senza badare a spese (tanto la Uefa non batte ciglio), con l’incognita del giro in Champions League che toglierà energie ma regalerà anche entusiasmo e autostima a un gruppo in costante crescita e migliorato dal mercato. E il Milan? Il progetto di Amorim è affascinante ma rischioso, una rivoluzione che ha bisogno di partire col piede giusto per non innescare un processo di rigetto.

L’estate rossonera è stata contraddittoria e si può sintetizzare in due modi: il nuovo tecnico ha idee interessanti e potenzialmente vincenti (Diego Moreira è un potenziale crac), ma alla fine il Milan ha incassato la media di due gol a partita nelle amichevoli. Il confine tra essere “dominanti” ed essere “instabili” è sottile. La sintesi è che ci sono due posti Champions League per quattro pretendenti: guai a chi sbaglia modi e tempi di inserimento.

Quelle che… sognano l’Europa

Terza fascia per tre realtà che partono, però, con prospettive differenti. E’ difficile collocare l’Atalanta troppo distante da quelle corrono per la Champions League. Se Sarri avrà da Scamacca un fatturato sufficiente di gol, i bergamaschi saranno in realtà dei rompiscatole pericolosi anche quelli del piano di sopra. Aver tenuto Ederson (seppure all’insaputa) salda in maniera importante vecchio e nuovo corso atalantino.

Stuzzica enormemente la prima Fiorentina di Paratici e Grosso. Rivoluzionata la squadra che ha penato per salvarsi, presi alcuni giovani che possono diventare le sorprese del campionato (occhio a Oulai oltre che al citatissimo Mastantuono). Prospettiva? Qualificazione all’Europa League da contendere a chi resterà fuori dai giochi per la coppa più importante, a patto che non si faccia tentare dalla cessione di Kean in extremis.

Chiude il gruppo il Bologna di Tedesco: ha perso Castro, deve cambiare pelle rispetto al ciclo di Italiano e in un campionato che sarà livellato verso l’alto, almeno nella sua fascia di ceto medio, appare come il vaso di coccio tra quelli di ferro.

SOS, evitare la retrocessione…

Ultimo capitolo per i sofferenti, coloro che dovranno arrivare a maggio per provare ad evitare la discesa in Serie B. Provando a limitare il campo, ci inseriamo le tre neopromosse (Monza in po’ più strutturato di Frosinone e Venezia) per le quali sarà bene non farsi ingannare da una possibile buona partenza autunnale.

Altre? Il solito Lecce, ormai abbonato alle volate per non retrocedere. E poi occhio alla Lazio se Gattuso non riuscirà in fretta a creare uno stimolo tecnico e ambientale a una squadra e un ambiente oltre l’orlo della depressione. Sarebbe un autogol clamoroso, ma ora che siamo a metà agosto è difficile escludere che lo scenario prenda consistenza.

PS – Questa griglia non si autodistruggerà ma resterà a disposizione per tutto l’anno. Al massimo si aggiornerà in parte alla fine del mercato. Fine tuning.

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