L’avventura di Paolo Maldini e Leonardo la direzione tecnica della federcalcio è durata solo 16 giorni. Due settimane di buoni propositi e caos mediatico e istituzionale che si chiudono con il passo indietro degli ex milanisti.
La decisione del presidente della Figc Giovanni Malagò di bloccare la nomina di Andrea Pirlo a commissario tecnico della nazionale è stata ritenuta una rottura del patto su cui si fondava la collaborazione.
Rottura certificata dalle dimissioni di Maldini e Leonardo, poche ore dopo che Pirlo aveva ufficializzato di essere stato informato della cancellazione del suo nome come candidato alla panchina della nazionale.
La mediazione di Malagò non è riuscita nell’intento di salvare almeno la scelta più importante dei primi cento giorni del suo mandato presidenziale e cioè l’idea di affidare Coverciano a due ex calciatori e manager affermati. Maldini e Leonardo avevano chiesto autonomia nel disegnare le strategie e nella scelta del commissario tecnico e si sono sentiti scavalcati da una polemica, quella sulla collaborazione tra Pirlo e il sito russo di scommesse Fonbet, considerata strumentale per nascondere le perplessità emerse sul curriculum di Pirlo.
Il passo indietro di Maldini e Leonardo riporta al punto di partenza il lavoro della federazione. Malagò garantito tempi brevi per arrivare a una soluzione che a questo punto, però, dovrà contemplare non soltanto la scelta di un selezionatore ma anche la decisione sul proseguire o meno con l’individuazione di un direttore tecnico.
In una giornata frenetica e di voci che si sono inseguite senza sosta, si è anche immaginato che il dopo Pirlo potesse portare il nome di Thiago Motta, fermo dopo l’esonero dalla Juventus nella primavera 2025 e considerato vicino alle idee calcistiche di Maldini e Leonardo. Una soluzione che, forse, avrebbe consentito di evitare lo strappo con la direzione tecnica. Nulla, però, è successo di concreto.
E adesso? Tutti gli indizi portano a Roberto Mancini che da sempre è stato indicato come soluzione preferita di
Malagò. Un nome anch’esso perché in molti non gli hanno perdonato la fuga nel cuore dell’estate 2023 per andare a guadagnare un ricchissimo contratto in Arabia Saudita. Mancini ha spiegato più volte di essersi pentito di quella decisione, anche se ha sempre suddiviso la responsabilità con il presidente Gravina e con le scelte della federazione di quelle settimane.Mancini non piace a buona parte dei club di Serie A, che parteggiano per Antonio Conte, mai coinvolto nel processo di selezione del prossimo commissario tecnico. È possibile che, data l’urgenza di trovare una soluzione per la nazionale maggiore, Malagò possa forzare intestandosi interamente la scelta del prossimo allenatore.
Quanto alla direzione tecnica, i rumors tirano in ballo la figura di Giorgio Chiellini. Dirigente della Juventus, campione d’Europa nel 2021 a Wembley, Chellini è già apprezzato punto di riferimento in federazione ma è tutto da dimostrare che abbia voglia di interrompere il suo percorso in bianconero per sposare la causa di una federazione che si è dimostrata nei fatti dilaniata e incapace di tenere la barra dritta.
