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Lukaku e il Napoli ai ferri corti: non rientra dal Belgio, multa e in estate addio?

Lukaku e il Napoli ai ferri corti: non rientra dal Belgio, multa e in estate addio?

Cosa si nasconde dietro la tensione improvvisamente creatasi tra l’attaccante belga e i partenopei e perché il finale potrebbe essere una separazione in estate.

Subito una multa, poi si vedrà. Romelu Lukaku e il Napoli sono ai ferri corti, una tensione latente che rischia di esplodere nell’ultima sosta nazionali prima della volata finale della stagione, nel mezzo di una corsa scudetto che si è improvvisamente riaperta per la squadra di Antonio Conte. L’attaccante del Belgio e dei campioni d’Italia ha scelto di restare a casa sua, senza rientrare in Italia, nonostante l’invito del club successivo alla decisione di non prendere parte alle trasferte della sua nazionale dall’altra parte dell’oceano.

Lukaku era atteso a Castel Volturno nelle prime ore del 26 marzo, in tempo per programmare il lavoro di recupero finale prima della ripresa del campionato che per il Napoli prevede il match decisivo contro il Milan. Non si è presentato e ha fatto sapere di aver scelto di continuare il suo programma di allenamenti per conto suo, in Belgio. La società non ha gradito (eufemismo) e la notizia è emersa rapidamente così che l’irritazione fosse pubblica.

Lukaku, subito la multa e poi si vedrà…

Il giocatore sarà multato, ma non è questo il punto centrale della questione. La sua storia professionale racconta come, quando decide di entrare in rotta di collisione con un club, Lukaku sia solito utilizzare metodi abbastanza spicci. A Napoli non c’erano segnali visto il suo rapporto con Conte, ma la stagione è stata complicata e di fatto non è mai davvero iniziata dopo il grave infortunio dello scorso mese di agosto.

Lukaku è stato scavalcato nelle gerarchie dal danese Hojlund e anche dopo il rientro in campo è stato utilizzato pochissimo da Conte: 64 minuti complessivi con il record a Verona (17′) nell’unico giorno in cui è stato decisivo regalando ai partenopei una vittoria sofferta e pesantissima. A 32 anni il recupero dal grave infortunio è stato più complicato del previsto e la condizione è ancora lontana dal top, con il Mondiale che incombe. Non solo. Il belga è uno degli stipendi più pesanti della rosa (circa 6 milioni di euro netti), è difficile da collocare sul mercato e non è detto possa tornare alla centralità perduta.

Indizi che portano alla conclusione che lo strappo di fine marzo possa essere solo l’inizio di una battaglia di logoramento in cui, per paradosso, potrebbe essere più conveniente per entrambe le parti salutarsi senza rancori: il Napoli recupererebbe spazio salariale importante per nuovi innesti, il giocatore andrebbe a caccia dell’ultimo contratto importante della sua carriera.

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