Dieci anni fa esatti (2 maggio 2016) il Leicester scriveva l’ultimo capitolo di una delle storie più incredibile del calcio moderno: campione della Premier League con in panchina Claudio Ranieri e in campo un manipolo di talenti, altrimenti non avrebbe vinto, ma anche di outsider rispetto alle grandi potenze del football inglese. Dieci anni dopo il Leicester vive il momento più basso della sua storia, retrocesso in League One che rappresenta la terza divisione, la nostra Serie C.
Una caduta verticale inarrestabile. La retrocessione è arrivata addirittura con due giornate d’anticipo sulla fine della Championship, in coda all’ennesima stagione fallimentare di un club che non è stato capace di dare continuità alla straordinaria impresa del 2016 e che, piano piano, colpito duro anche dalla malasorte, ha perso posizioni e appeal.
Fondato nel 1884, il boom era arrivato due anni prima della clamorosa impresa firmata da Ranieri. Una squadra abituata a frequentare la Championship, la Serie B inglese, salita al piano di sopra e poi competitiva fino al trionfo che aveva emozionato tutto il mondo. In milioni si erano appassionati alla cavalcata delle Foxes, le Volpi (soprannome del Leicester) e in milioni avevano gioito nel momento del successo.
Ranieri, Vardy e Mahrez gli uomini copertina di quel manipolo di giocatori (e tecnico) autori dell’impresa con alle spalle una proprietà thailandese con grandi possibilità di spesa ma impegnata a lottare con una concorrenza estremamente ricca di denaro e tradizioni. Dopo il trionfo in Premier League il declino, prima solo accennato e poi rapido. Ranieri esonerato nel febbraio 2017 per lo scarso rendimento in classifica, la salvezza acciuffata nel finale di stagione e altre due grandi soddisfazioni come la FA Cup nel 2021 e il Community Shield nel 2022.
Dall’anno dopo il crollo. Retrocessione in Championship, breve risalita in Premier League con un altro tecnico italiano, Maresca) e quindi il doppio salto indietro nel baratro del calcio minore inglese. Tutto condito da problemi economici, penalizzazioni e la sensazione che il meglio fosse inesorabilmente passato.
Dopo l’ufficializzazione aritmetica della caduta in League One, il presidente Aiyawatt Srivaddhanaprabha ha scritto un messaggio ai tifosi promettendo la rinascita. E’ l’ultimo tentativo di riportare il Leicester là dove merita di essere anche per strutture e investimenti fatti nel corso del terzo millennio.
Ha promesso Aiyawatt Srivaddhanaprabha: “La retrocessione in League One è ora confermata. In quanto Presidente, quella responsabilità ricade su di me. Non ci sono scuse. Abbiamo vissuto i vertici più alti e ora i minimi più bassi, e il dolore è condiviso da tutti noi. Mi dispiace sinceramente per la delusione che abbiamo causato. Comprendo la forza dei sentimenti tra i nostri sostenitori, e non diamo per scontato il vostro supporto, specialmente in momenti come questo. La nostra attenzione ora è rivolta a ciò che verrà dopo. Prenderemo le decisioni necessarie per far progredire il Club, lavorando insieme per ricostruire, migliorare e ripristinare gli standard attesi dal Leicester City. Il nostro obiettivo è chiaro: rispondere con forza e competere per far avanzare nuovamente questo Club. Affronteremo tutto di petto. Continueremo ad andare avanti. Insieme. Top”.
