Battere tutti gli avversari che si trova davanti sembra non essere un grande problema per Jannik Sinner. Tornato numero uno al mondo dopo il trionfo a Montecarlo nella finale con Alcaraz il tennista azzurro si prepara al torneo di Madrid. Scenderà in campo venerdì e l’impegno sulla Caja Magica più che finalizzato a preparare Roma e Parigi è indirizzato a centrare un altro record mai raggiunto finora da nessuno: Sinner può vincere consecutivamente cinque Atp Master 1000, sta dimostrando di attraversare un periodo di forma eccellente e anche sulla terra rossa è al livello del suo eterno rivale Carlos Alcaraz. Ma siccome è un perfezionista al cento per cento con il suo staff lavora anche e soprattutto sul suo fisico. Il calo di energia che ha accusato a Montecarlo contro Machac avvenuto dopo il ritiro dello scorso ottobre a Shanghai e poi a Melbourne con Spizziri sono stati campanelli d’allarme ai quali si è cercato subito di rimediare.
L’aiuto di Cannillo
Jannik si è rivolto a Joseph Cannillo, italo-americano di 66 anni e considerato nell’ambiente come il “guru” di chi si occupa di integratori. Fa parte di chi gravita nel mondo di Novak Djokovic tanto da essere il direttore scientifico dell’azienda fondata dal serbo. “Il mio è un approccio olistico, curiamo le cause profonde dei problemi analizzando vari aspetti: postura, meccanica, biochimica. Stiamo sviluppando integratori specifici come quello al magnesio, ma non solo: penso all’idratazione durante le partite, tramite una nuova linea di nanotecnologie per avere più energia”, ha spiegato in un’intervista al Corriere della Sera. Cannillo ha realizzato dei prodotti personalizzati dopo aver analizzato attentamente i dati del Dna del campione altoatesino. A questi livelli ogni minimo dettaglio fa la differenza e Sinner sta lavorando proprio in questa direzione. “Penso che Sinner stia portando avanti l’integrazione”, ha aggiunto Cannillo. “La contaminazione tra esigenze e corpi diversi affina la mia visione. Ogni atleta che seguo mi insegna qualcosa che porto negli altri”. Un aspetto fondamentale della vita degli atleti di questo livello è l’alimentazione, Djokovic da questo punto di vista ha sempre seguito una dieta molto rigida che prevedesse soltanto vegetali e niente glutine con un intervallo di digiuno tra la cena e colazione. “Con Nole ho analizzato la nutrizione: vitamine, minerali, aminoacidi. Ma la vera svolta non è stata su che cosa integrava. È stata sul quando e quanto. La dose giusta, nel momento biologico esatto: si parla di cronobiologia”.
