Da pietra d’angolo della squadra a separato in casa, tappo della seconda fase del mercato del Milan. La parabola di Rafa Leao in rossonero sorprende soprattutto per la velocità con la quale si è consumata al termine della sua peggiore stagione milanista. Ai margini del progetto di Ruben Amorim, portoghese come lui e che pure potrebbe avere uno spazio tattico per le sue caratteristiche. Fuori dalla visione che Gerry Cardinale sta dando al Milan in quella che ritiene la prima, vera, annata al comando della società.
Rafa Leao è quasi un separato in casa, se non fosse che dal Milan è diviso ancora dalle vacanze che deve concludere per smaltire le fatiche del Mondiale. Distanza benedetta, che consente di lavorare sul mercato e di evitare incroci imbarazzanti per tutti. L’attaccante ha accelerato la sua marginalizzazione dal Milan cominciando sin dalla tarda primavera a spiegare apertamente di ritenere conclusa la sua permanenza a Milanello. Il Milan la pensa allo stesso modo.
La verità, però, è che la pessima stagione vissuta in rossonero (fuori ruolo e infortunato) non è stata emendata nemmeno dal Mondiale con la maglia del Portogallo, vissuto da comprimario. Dunque, arrivati a metà della sessione estiva di trattative i piani rischiano di cambiare. Leao sognava di ricevere apprezzamenti e offerte dalla Premier League o da qualche grande del calcio europeo, ma fin qui deve registrare solo interessamenti dalla Turchia o dal calcio saudita.
Proposte interessanti dal punto di vista economico, meno per chi pensava di poter avviare la seconda parte della propria carriera puntando in alto. Uno stallo che fa male anche al Milan. Dopo aver investito un centinaio di milioni su Goncalo Ramos e Gila, Cardinale ha bisogno di vendere per rientrare e dare il via alla seconda parte del mercato che costruirà la squadra di Amorim. Leao era il pezzo pregiato da valorizzare, ma così facendo diventa difficile arrivare ai 60 milioni di euro immaginati in partenza.
La clausola da 175 è retaggio del passato, non più un parametro di riferimento. Svendere il portoghese non rappresenta, però, una soluzione funzionale alle strategie rossonere. Ecco perché oggi Leao è il tappo del mercato milanista. La distanza fisica attuale è un’opportunità, non un problema. Ma quando le vacanze saranno finite, cosa succederà? Sulla posizione dell’attaccante si sta muovendo anche il potente procuratore Jorge Mendes, l’uomo che ha portato a Milanello Goncalo Ramos al prezzo (non banale) di quasi 80 milioni di euro. Mendes potrebbe avere le leve giuste per far quadrare i conti. Intanto, però, il tempo si consuma e della storia d’amore tra Leao e il Milan restano solo le macerie.
