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Nucleare, ecco perché l’accordo tra Usa e Arabia Saudita inquieta Israele

Nucleare, ecco perché l’accordo tra Usa e Arabia Saudita inquieta Israele
Benjamin Netanyahu (Ansa)

Washington e Riad hanno firmato l’intesa per lo sviluppo di un programma nucleare a scopo civile. Ma Israele teme ripercussioni negative

È un accordo potenzialmente gravido di conseguenze geopolitiche quello che Washington e Riad hanno firmato sull’energia atomica. «Il segretario all’Energia degli Stati Uniti, Chris Wright, e il ministro dell’Energia saudita, Sua Altezza Reale il principe Abdulaziz bin Salman, hanno firmato un accordo di cooperazione nucleare pacifica per una partnership pluridecennale del valore di miliardi di dollari», ha riferito, mercoledì, il Dipartimento dell’Energia statunitense. Per quanto non si conoscano i dettagli, l’intesa dovrebbe essere di durata trentennale e dovrebbe consentire all’Arabia Saudita di sviluppare un programma nucleare a scopo civile.

Dal punto di vista strategico, gli Stati Uniti vedono in questo accordo un modo non soltanto per consolidare i legami economico-energetici tra Washington e Riad ma anche per arginare l’influenza di Cina e Russia sullo scacchiere mediorientale. In particolare, l’obiettivo della Casa Bianca è quello di spostare gli equilibri diplomatici della regione a favore degli Stati Uniti per rafforzarne la posizione negoziale nell’ambito della crisi iraniana. Dall’altra parte, secondo i critici, quest’intesa, che dovrà ottenere comunque l’eventuale approvazione del Congresso americano, non prevedrebbe adeguate garanzie contro l’eventualità che la monarchia saudita possa, prima o poi, dotarsi dell’arma atomica. Garanzie che erano invece incluse nell’accordo sull’energia atomica che Washington sottoscrisse, nel 2009, con il governo di Abu Dhabi.

A nutrire preoccupazione, nella regione, è attualmente soprattutto Israele. Lo Stato ebraico teme innanzitutto per la propria sicurezza. In secondo luogo, Gerusalemme è anche delusa dal fatto che l’intesa non includa la normalizzazione dei rapporti tra l’Arabia Saudita e Israele. Non è d’altronde un mistero che, negli scorsi mesi, Mohammad bin Salman abbia subordinato l’eventuale ingresso di Riad nei Patti di Abramo all’avvio di un processo volto a istituire uno Stato palestinese: una condizione, quest’ultima, che Banjamin Netanyahu, a causa soprattutto delle pressioni che gli arrivano dall’ala destra della sua stessa coalizione di governo, non è in grado di accettare. Più in generale, Israele teme che l’intesa tra americani e sauditi possa innescare una corsa alla tecnologia atomica nella regione. Bisognerà quindi capire come questo nuovo accordo rimescolerà gli equilibri geopolitici nello scacchiere mediorientale.

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