Brutale, il numero, nella sua apparente semplicità statistica: 103 nazioni coinvolte in qualche forma di conflitto armato. Lo scrive Papa Leone XIV nell’introduzione a Disarmata e disarmante. La pace è un dono, l’antologia pubblicata il 21 luglio 2026 dalla Libreria Editrice Vaticana e curata dal giornalista Alessandro Banfi. Il volume raccoglie tutti gli interventi del Pontefice sulla pace dall‘inizio del suo pontificato, dall’8 maggio 2025.
«La pace è il grande desiderio che agita molti cuori, ma è anche spesso minacciata, calpestata, irrisa», scrive Leone XIV. Non si tratta di una rassegnazione triste e moralistica. È, al contrario, il punto di partenza di una riflessione che chiama in causa ogni singola persona.
La riflessione di Papa Leone XIV sulla pace
Il Santo Padre sottolinea come non sia sufficiente invocare la pace a gran voce, se poi non la si pratica nella vita ordinaria. «Non possiamo chiedere la pace ai potenti del mondo se non cominciamo a viverla noi, a partire dai nostri rapporti quotidiani: nelle nostre famiglie, nelle nostre case, nelle nostre città, nei luoghi dove lavoriamo», afferma il Pontefice.
Il rischio opposto, quello dell’indifferenza e dell’odio, nasce proprio dal primo istinto sbagliato: giudicare, accusare, condannare. «Sarà fatale che l’indifferenza e poi l’odio si sviluppino intorno a noi», avverte Leone XIV. La pace, insomma, non è mai uno stato che si raggiunge una volta per tutte, ma qualcosa che si costruisce con dei piccoli gesti quotidiani.
La pace e il nodo del disarmo nucleare
L’antologia affronta anche il tema delle armi atomiche, su cui il Papa non usa mezze misure. «Soprattutto nell’era atomica, l’affermazione della verità deve farsi strada: non sono le armi atomiche che generano la pace, ma il disarmo», scrive Leone XIV.
Una verità che sembrava (sembrava, appunto) acquisita nei decenni scorsi, quando si era assistito a una progressiva riduzione degli arsenali nucleari. Oggi, invece, quella tendenza sembra essersi invertita, trainata da un’incoscienza che silenzia la paura. Una nuova corsa agli armamenti preoccupa il Pontefice, che la definisce letteralmente come qualcosa che «spaventa e atterrisce».
La voce spirituale insolita di Bob Dylan
Per descrivere il rapporto tra l’uomo e la bomba atomica, Leone XIV sceglie (un po’ sorprendentemente per un successore di Pietro) le parole di uno dei più illustri cantautori americani. Cita infatti Bob Dylan, che in una sua composizione si rivolse direttamente all’ordigno: «Ti odio perché ti ha fatto l’uomo, e l’uomo ti possiede, e l’uomo ti maneggia».
Un richiamo insolito, in effetti, per un documento pontificio, ma coerente con uno stile comunicativo che non disdegna (erroneamente e snobisticamente) la cultura popolare per trasferire un messaggio esclusivamente serio, che rifugge la guerra in virtù di una pace «disarmata e disarmante».
