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La gaffe di Mbappé su Mao diventa un affare di stato: la Cina cancella la Liga e non accetta le scuse

La gaffe di Mbappé su Mao diventa un affare di stato: la Cina cancella la Liga e non accetta le scuse
Alcuni dei cartelloni pubblicitari in Cina con Mbappé protagonista (Getty Images)

Il francese definisce Mao “un dittatore” e i cinesi rompono i rapporti commerciali con lui e con la Liga. Tutti si precipitano a chiedere scusa, ma la questione rischia di costare una montagna di soldi.

La gaffe di Kylian Mbappé su Mao Zedong, definito “dittatore” senza pensare alle possibili conseguenze, è diventata un affare di stato che sta bruciando milioni di euro ogni ora che passa e che mette in difficoltà non solo il fuoriclasse francese e il Real Madrid, ma anche la Liga e l’intero sistema calcistico spagnolo. Breve riassunto dei fatti: nel podcast “The Bridge”, quando gli è stato chiesto quale sia il meme tra i mille a lui dedicati che più lo diverte, Mbappé ha citato quello che lo raffigura nelle vesti di Mao Zedong da lui indicato come “un dittatore cinese”.

Risate in studio, un po’ meno a Pechino e dintorni dove la frase di Mbappé è rimbalzata alla velocità della luca creando un’ondata di sdegno e la ritorsione commerciale nei confronti del calciatore e di tutto quello che rappresenta. Tre ricchi sponsor che si sono avvalsi della sua immagine hanno rescisso i rispettivi contratti di collaborazione, ricchissimi, che portavano sui suoi conti corrente una montagna di denaro.

Ma, soprattutto, la televisione cinese detentrice dei diritti della Liga ha annunciato l’oscuramento del campionato spagnolo a partire da questo fine settimana. Black out, temporaneo o definitivo si vedrà, che crea enormi problemi a una lega che sull’Oriente ha puntato tantissimo per cercare di espandere il proprio business e che alla Cina ha guardato con enorme interesse negli ultimi anni. Un cortocircuito difficile da gestire.

Non sono bastate le scuse immediate portate da Mbappé e dal numero uno della Liga, Javier Tebas. Quest’ultimo ha firmato un comunicato dissociandosi dalle parole del francese a nome di tutto il movimento e tentando di riallacciare i rapporti diplomatici e commerciali con la Cina. Respinto al mittente, almeno per il momento.

In campo è sceso anche il Real Madrid con un messaggio di scuse: “per il disagio causato dalle recenti dichiarazioni del nostro giocatore Kylian Mbappé. Il nostro club nutre un profondo rispetto per la Cina, la sua storia, la sua cultura e i suoi cittadini, così come per i milioni di tifosi cinesi che provano affetto e ammirazione per il Real Madrid. Il club si unisce alle scuse pubbliche espresse da Kylian Mbappé, nelle quali il giocatore ha manifestato il suo rammarico per le sue parole e ha ribadito il suo rispetto per il popolo cinese”.

Basterà il gesto del club più mediatico e potente del mondo? Il Real Madrid a messo nero su bianco il proprio “impegno nei confronti dei valori di rispetto, convivenza e comprensione tra le culture” esprimendo “il desiderio di continuare a rafforzare i legami di amicizia e affetto che lo uniscono alla Cina e ai suoi cittadini”. Per ora la rottura è senza soluzione, poi si vedrà.

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