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Lazio, sei bellissima, la favola di Gattuso viaggia a ritmo da Champions League

Lazio, sei bellissima, la favola di Gattuso viaggia a ritmo da Champions League
I tifosi della Lazio a Reggio Emilia (Getty Images)

I biancocelesti rimangono in vetta alla classifica giocando un calcio funzionale e spettacolare. I meriti di un tecnico che si sta riscattando e una proiezione che fa sognare…

Sei gol al Sassuolo e potevano essere di più, anche soltanto calciando meglio i rigori concessi dal signor Zufferli (addirittura con l’ausilio del Var). Miglior partenza della storia del club, 25 punti conquistati su 27, ma limitarsi alla contabilità non basta perché la Lazio di Gattuso viaggia a ritmo da scudetto e se è vero quello che dice Rino, e cioè che la corsa per il titolo non è cosa ragionevole nonostante l’euforia di questo momento, basta prendere la calcolatrice e fare un paio di proiezioni per capire come i biancocelesti saranno ospite scomodo per tanti nella volata all’Europa che conta.

Questa Lazio è troppo bella, non solo vincente. Gioca un calcio essenziale e godibile nel quale hanno trovato un posto anche i giocatori che nella scorsa stagione erano finiti ai margini del progetto o avevano reso infinitamente meno di quello che stanno facendo oggi. Due esempio? Noslin centravanti prolifico e Belayhane nel cuore del centrocampo. Merito di Gattuso che è arrivato a fari spenti, con il vento in faccia della guerra dichiarata tra i tifosi e Lotito e con la delusione della mancata qualificazione al Mondiale alla guida della nazionale da far dimenticare.

Non era facile pronosticare la Lazio così avanti in classifica. Anzi, era proprio difficile. Noi stessi l’avevamo posizionata nella parte destra con allerta perché la depressione dell’ambiente rischiava di creare un mix pericoloso e trascinarla verso zone pericolose. Abbiamo sbagliato ed è bello riconoscerlo così come è bello vedere Gattuso prendersi la rivincita sullo scetticismo sparso a piene mani nei mesi scorsi e più in generale sulla sua carriera.

La realtà è che si è acceso qualcosa di magico intorno a questa stagione, nata sulle ceneri delle delusioni di quella passata, sull’addio di Sarri che era comandante amato dal popolo e su un prologo in Coppa Italia che avrebbe piegato le certezze di chiunque. Gattuso ha spiegato che anche nella serata della sconfitta per mano del Mantova aveva visto i segni di un progetto pronto a decollare; aveva ragione lui e ora si gode i frutti di quella visione.

I punti messi in cascina (25) sono tanti. Anche rallentando, come è fisiologico accadrà e non solo alla Lazio in un campionato in cui le prime stanno correndo a ritmi pazzeschi, immaginare che i biancocelesti possano aggredire quota 70 che significa sognare la Champions League non è più irrealistico. E’ il premio per una piazza sofferente, capace di riempire il Mapei Stadium e svuotare l’Olimpico, stare distante dalla squadra e allo stesso tempo non lasciarla mai sola. Un miracolo, senza troppi giri di parole.

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