Pagare meno, e in alcuni casi niente, per l’asilo nido si può, in alcuni casi. Basta rientrare nei limiti di reddito e muoversi per tempo. Dal 27 ottobre, in Lombardia, si può chiedere Nidi gratis Plus, il contributo regionale che per l’anno educativo 2026/2027 alleggerisce il costo dell’asilo nido. Insieme al bonus nido dell’INPS, per le famiglie con ISEE fino a 20.000 euro (l’indicatore della situazione economica delle famiglie) la retta può scendere a zero. Le richieste si presentano online fino a giovedì 19 novembre alle 12. Vengono esaminate in ordine di arrivo e il bando si chiude prima se i fondi finiscono; quindi, è meglio non aspettare gli ultimi giorni. La Lombardia non è l’unica regione ad aver scelto questa strada. In Toscana le domande sono già chiuse, mentre in Sardegna e in Emilia-Romagna la gestione è dei Comuni.
Nidi Gratis Plus in Lombardia: chi ha diritto e quanto si risparmia
In Lombardia Nidi gratis Plus interviene sulla differenza tra la retta del nido e quanto rimborsa già l’INPS con il bonus nido: 272,73 euro al mese per i nati prima del 2024, fino a 327,27 euro per i nati dal 1° gennaio 2024. La misura riguarda nidi e micronidi pubblici o privati convenzionati ed è riservata alle famiglie con ISEE fino a 25.000 euro. L’aiuto cambia con l’ISEE. Fino a 20.000 euro la Regione paga tutta la parte di retta che supera il rimborso INPS. Oltre 20.000 e fino a 25.000 euro il sostegno arriva al massimo a 100 euro al mese. Le famiglie non devono anticipare nulla: i fondi vanno dalla Regione ai Comuni, che abbassano la retta di conseguenza. Per presentare domanda servono queste condizioni:
- un figlio fino a 3 anni iscritto a un nido ammesso alla misura (esclusi lista d’attesa, preiscrizioni e sezioni primavera);
- un ISEE valido non superiore a 25.000 euro;
- una retta mensile più alta di quanto rimborsa l’INPS;
- almeno un genitore che lavora, oppure disoccupato con la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (DID) e il patto di servizio personalizzato (PSP) sottoscritto con il centro per l’impiego.
Come fare domanda per Nidi gratis Plus dal 27 ottobre al 19 novembre
Prima di cominciare servono due controlli. Il primo: che la struttura figuri tra quelle aderenti, consultabili su Bandi e Servizi, il portale della Regione Lombardia . Se il nido è privato, il posto del bambino deve essere tra quelli in convenzione con il Comune. Il secondo riguarda i nidi fuori dal Comune di residenza: bisogna accertarsi che il Comune sede del nido riservi gli sconti legati all’ISEE anche a chi abita altrove. In caso contrario non si accede alla misura, quindi conviene chiedere direttamente in Comune. La domanda si compila esclusivamente online, accedendo con SPID, CRS, CNS o CIE. Nessun certificato di lavoro da caricare: il sistema verifica la posizione del genitore partendo dal codice fiscale. Per gli autonomi l’unica accortezza è digitare correttamente la partita IVA.
Il passaggio decisivo è l’invio al protocollo: la richiesta è valida solo quando viene inviata e arriva la mail di conferma, e da quel momento non si può più correggere. Se al nido vanno due fratelli servono due richieste distinte, meglio se presentate dallo stesso genitore. L’invio da solo non assicura l’ammissione: la risposta arriva entro 90 giorni.
Nidi gratis in Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna: cosa cambia
Toscana. Il bando, parte del progetto Giovanisì, è chiuso: la riapertura autunnale è scaduta il 26 ottobre alle 18. Il contributo regionale arriva fino a 527,27 euro al mese e, sommato al bonus INPS, porta lo sconto fino a 800 euro mensili per le famiglie con ISEE fino a 40.000 euro.
Sardegna. Il contributo arriva a 2.200 euro l’anno per bambino, in undici rate mensili da 200 euro al massimo. Servono un ISEE fino a 40.000 euro, almeno un genitore residente nell’isola e la domanda per il bonus INPS già presentata o da presentare. Il contributo vale nei nidi pubblici e in quelli privati autorizzati. La richiesta va inviata al Comune dove ha sede il nido, che prepara una graduatoria in cui hanno la precedenza gli ISEE più bassi. Per i bandi di quest’anno i termini sono già scaduti in molti Comuni, ma le date cambiano da Comune a Comune: meglio controllare il sito del proprio o quello della Regione Sardegna.
Emilia-Romagna. Non c’è un bando regionale a cui iscriversi. La Regione ha stanziato oltre 38 milioni di euro per i Comuni, provenienti dal Fondo sociale europeo Plus, e sono i Comuni a ridurre le rette. La soglia ISEE è di 26.000 euro, che sale a 40.000 nei Comuni montani e nelle aree interne. Lo sconto riguarda i nidi comunali e i privati convenzionati. In molti Comuni scatta da solo, usando l’ISEE già presentato all’iscrizione. In altri serve una domanda sul portale comunale, con scadenze diverse da città a città. Informazioni generali sul sito della Regione Emilia Romagna.
Bonus nido INPS 2026: importi, ISEE e cumulo con i nidi gratis regionali
Il bonus nido dell’INPS è la base comune di tutte queste misure. In Lombardia, Toscana e Sardegna le Regioni intervengono su ciò che resta dopo il rimborso nazionale, e in Emilia-Romagna gli sconti dei Comuni si aggiungono al bonus. Senza il bonus INPS, la quota che avrebbe coperto resta a carico della famiglia. In ogni caso, la somma dei due aiuti non può superare la retta davvero pagata.
Il bonus nido INPS spetta al genitore che sostiene la spesa, a cui sono intestati bonifici e ricevute. Basta una richiesta, valida finché il bambino non compie 3 anni; ogni anno, però, va dimostrato che frequenta ancora il nido. La domanda va presentata entro il 31 dicembre 2026 sul portale INPS, con SPID, CIE o CNS oppure tramite patronato.
Gli importi dipendono da ISEE e anno di nascita:
- nati dal 1 gennaio 2024: fino a 3.600 euro l’anno con ISEE fino a 40.000 euro, ma solo se in famiglia c’è un altro figlio sotto i 10 anni. Senza questa condizione non scatta la maggiorazione straordinaria e valgono gli importi standard, indicati qui sotto. Con ISEE oltre i 40.000 euro o senza ISEE, l’importo è fino a 1.500 euro;
- importi standard (nati prima del 2024, e dal 2024 senza un altro figlio under 10): fino a 3.000 euro con ISEE fino a 25.000 euro, fino a 2.500 euro tra 25.001 e 40.000 euro, fino a 1.500 euro oltre questa soglia o senza ISEE.
Il rimborso arriva in 11 mensilità. Il contante non vale: la retta va pagata con strumenti tracciabili, come bonifico, PagoPA o carta.
