Cosa c’è di meglio che una bottiglia di champagne per festeggiare una vittoria entusiasmante davanti a centinaia di migliaia di persone che ti acclamano? Deve averlo pensato Kimi Antonelli che a Monza ha fatto impazzire tutti, a cominciare dai suoi avversari. Li ha superati tutti, uno dopo l’altro, qualcuno anche più volte perchè le statistiche ufficiali dicono che il nuovo fenomeno della Formula ha effettuato 26 sorpassi. Giro dopo giro si è reso conto di quello che stava facendo, con la gente alla prima variante e alla parabolica che si alzava in piedi a ogni suo passaggio dopo l’ennesimo sorpasso.
L’umiltà e la freschezza
C’era tutta la voglia di vivere dei suoi vent’anni quando Kimi sul podio ha cantato sulle note di Volare di Modugno e di Sarà perchè ti amo dei Ricchi e Poveri. Il tutto avvolto in una bandiera tricolore prima di cantare l’inno di Mameli insieme alla famiglia e alla sua squadra per poi rovesciarsi in testa una fantastica doccia di champagne Moet & Chandon, il marchio che dal 1950 si è legato alla Formula 1: Tutto ebbe inizio nel 1950, al Reims Grand PrixTM, quando Frédéric Chandon de Briailles offrì spontaneamente una bottiglia al vincitore della gara. Da quel gesto nacque un rituale senza tempo: la Celebratory Jeroboam, simbolo di vittoria, emozione collettiva e celebrazione duratura, che rende omaggio ai campioni di ieri e di oggi. Nel cuore delle storiche cantine della Maison a Épernay, alcune gallerie custodiscono una
rara e preziosa riserva di Jeroboam, ciascuna destinata alla Formula 1. Nel silenzio di luoghi intrisi di storia e tradizione, queste bottiglie d’eccezione attendono il loro momento di trionfo. Una volta giunte sul circuito del Grand PrixTM, le Jeroboam vengono firmate dai vincitori e condivise con i team sul podio, dando vita a un’esplosione di gioia e eleborazione. Ogni bottiglia racchiude decenni di storia, le firme di generazioni di campioni e la testimonianza
silenziosa di innumerevoli vittorie, imprese indimenticabili e dell’emozione unica di celebrare insieme. Sibylle Scherer, presidente e CEO di Moët &Chandon ha spiegato il legame con la Formula 1: «La nostra seconda stagione al fianco della Formula 1 segna il passaggio da un ritorno a una presenza duratura. Uniti dalla stessa ricerca di precisione ed eccellenza, Moët & Chandon e Formula 1 celebrano il savoir-faire, il lavoro di squadra e la passione che definiscono entrambi i nostri mondi. Insieme, continuiamo a trasformare il podio in un momento di vittoria condivisa, rendendo omaggio allo spirito collettivo che si cela dietro ogni traguardo».
