Siamo un Paese di fulminati. Il senso è letterale, quindi elettrico: all’indomani della fine dell’estate meteorologica, che per definizione va dal primo giugno al 31 agosto, la società Meteorage di Pau, controllata da Météo-France, riconosciuta come la più importante d’Europa per il rilevamento delle scariche atmosferiche, ha presentato il bilancio dell’attività temporalesca osservata in Italia e in Europa negli ultimi tre mesi. La sua rete di rilevamento raccoglie dati dal 1989 ed è in grado di rilevare il 98% delle scariche con una precisione di localizzazione dell’ordine di 100 metri.
Sebbene l’estate 2026 non rientri tra le stagioni più ricche di fulmini degli ultimi anni, essa sarà ricordata per numerosi episodi temporaleschi severi che hanno provocato grandinate intense, raffiche di vento distruttive, precipitazioni abbondanti e localmente persino dei tornado. Tali fenomeni hanno avuto conseguenze concrete per numerosi settori economici, generando disagi nei trasporti, impatti sulle reti elettriche, interruzioni delle attività all’aperto come eventi sportivi, danneggiamento di infrastrutture sensibili e anche prodotto danni in ambito agricolo.
Il primato europeo delle scariche al suolo e l’indice di densità
Nel periodo in esame la rete Meteorage ha rilevato 298.341 fulmini nube-terra in Italia tra il 1° giugno e il 31 agosto e a livello europeo ne sono stati contati in tutto 893.458. I numeri dicono quindi che l’Italia si conferma il Paese più fulminato d’Europa davanti a Francia e Spagna. Oltre questo record europeo, l’Italia occupa anche il primo posto della classifica per densità di fulmini, con un valore (detto Nsg), pari a 4,73 punti di contatto al suolo per chilometro quadrato all’anno.
La densità di fulminazione è oggi considerata uno degli indicatori più rappresentativi dell’attività temporalesca poiché esprime il numero di fulmini nube-terra rapportato alla superficie del territorio. Questo indice consente di confrontare in modo più accurato l’esposizione ai temporali tra Paesi di dimensioni differenti.
Agosto infuocato e la mappa regionale delle province più colpite
Particolarmente attivo è stato il mese di agosto con 124.089 eventi (42% del totale), poiché l’attività elettrica si è concentrata soprattutto nella seconda parte dell’estate. A giugno sono stati 83.975 e a luglio 90.277. La giornata più fulminante del 2026 è stata quella del 20 agosto con 19.959 fulmini nube-terra, seguita dal 17 agosto con 13.094 scariche e dal 25 agosto con 12.415.
A livello regionale, in testa alla classifica ci sono Lombardia e Veneto, rispettivamente con 36.076 e 30.397 fulmini, quindi Piemonte (28.703), Toscana (26.920) e Sicilia (23.467). Seguono Emilia-Romagna, Campania, Lazio, Calabria e Trentino-Alto Adige. Per la precisione le province più colpite per numero di fulmini nube-terra sono state: Cuneo (9.740); Trento, (7.636); Grosseto (7.377); Torino (7.244) e Brescia (7.142).
L’analisi degli esperti tra supercelle e confronti stagionali
Secondo Joris Royet, Weather Project Manager di Meteorage, l’estate 2026 si distingue più per la severità di alcuni eventi che per il livello complessivo di attività elettrica: “L’estate di quest’anno” dice Royet “è stata caratterizzata da numerosi episodi temporaleschi severi in Europa. Diverse configurazioni atmosferiche hanno favorito lo sviluppo di supercelle capaci di produrre grandinate intense e raffiche di vento distruttive, fino a qualche tornado”.
L’attività elettrica si è concentrata soprattutto nella seconda metà di giugno e durante un agosto particolarmente attivo, segnato da diverse ondate temporalesche intense. L’Italia figura ancora una volta tra i Paesi europei più esposti ai fulmini, grazie alla forte instabilità estiva, all’influenza delle masse d’aria mediterranee e all’effetto dei rilievi che favoriscono frequentemente lo sviluppo di temporali. Ma nonostante alcuni episodi particolarmente significativi, l’estate 2026 non rientra tra le più attive degli ultimi anni. Poiché resta nettamente superiore quella osservata nell’estate 2025.”
