Home » Attualità » Sport » Juventus e Milan, terrore: bruciare la Champions League e i (100) milioni che servono per vincere

Juventus e Milan, terrore: bruciare la Champions League e i (100) milioni che servono per vincere

Juventus e Milan, terrore: bruciare la Champions League e i (100) milioni che servono per vincere

Spalletti e Allegri viaggiano piano (i rossoneri pianissimo) e mettono a rischio la qualificazione all’Europa che conta. Cosa li attende nel finale di un campionato che non possono sbagliare…

Con parole differenti, ma con gli stessi occhi bassi, Luciano Spalletti e Max Allegri hanno detto più o meno le stesse cose dopo aver vissuto la domenica del grande spreco: guai a gettare al vento dieci mesi di lavoro in poche settimane, lasciandosi impigrire dal caldo primaverile che taglia gambe e testa a chi dovrebbe ancora essere sul pezzo. Juventus e Milan stanno facendo di tutto per gettare al vento il pass Champions League e con esso il centinaio di milioni di euro che porta in dote.

Un peccato mortale, non veniale, che rischia di ripercuotersi su presente e futuro delle due squadre. Tradotto in concreto, come ha tentato di fare lo stesso Allegri alla vigilia della disgraziata trasferta emiliana del Milan: un conto è presentarsi sul mercato a giugno sapendo di poterli spendere, quei soldi, un conto è non averli e non poterli impegnare. Vale anche per la Juventus che pure alle spalle ha la munifica famiglia Elkann e non lo spietato fondo di Cardinale.

Milan, che crollo: da due mesi viaggia a ritmo retrocessione

L’allarme suona forte soprattutto a Casa Milan perché il cedimento dei rossoneri è quasi strutturale e non episodico. Aver accarezzato il sogno dello scudetto (8 marzo la vittoria nel derby) è stato come avvicinarsi al sole per poi accorgersi che ci si scotta. In due mesi il passo della squadra di Allegri si è trasformato in una affannosa gestione di una crisi evidente: 7 punti in 7 partite e sconfitte in serie (Lazio, Napoli, Udinese e Sassuolo) laddove prima arrivavano pareggi o vittorie di corto muso.

Non funziona quasi più nulla nel Milan. L’infortunio di Modric non è la spiegazione del black out anche perché il croato c’era fino alla sfida con la Juventus. I rossoneri hanno perso equilibrio e pericolosità, non segnano (un gol a Verona con Rabiot nelle ultime 5 giornate) e non tirano in porta. Così diventa tutto difficile e il calendario fa paura perché contro l’Atalanta a San Siro e il Genoa a Marassi serve fare prestazione per accumulare punti prima della chiusura casalinga con il Cagliari.

Quanti ne servono? L’aritmetica dice 6 per non dipendere dal comportamento degli altri in corsa per la Champions League. Potrebbero bastarne meno, ma per una squadra che viaggia da due mesi a ritmo retrocessione (un punto di media a partita) anche meno rischiano di essere troppi. Il vantaggio residuo è nel fattore scontri diretti, favorevoli con Roma e Como.

Juventus, sempre gli stessi errori (che però pesano)

Il problema della Juventus, invece, è che cade sempre negli stessi errori. Il pareggio contro il Verona retrocesso ha ricordato da vicino quelli casalinghi con Sassuolo e Lecce o anche la caduta di Cagliari; punti bruciati che oggi avrebbero fatto la differenza in una volata in cui i bianconeri conservano un vantaggio risicatissimo su Roma e Como. In generale la squadra di Spalletti non sta andando male: non perde da fine febbraio (9 giornate) e da allora ha messo insieme 19 punti con un’andatura sufficiente per blindare l’Europa che conta.

Però i regali sono stati troppi e il calendario va analizzato con la massima attenzione: a Lecce i bianconeri troveranno un avversario in piena corsa per non retrocedere, poi la Fiorentina all’Allianz Stadium e il derby con il Torino come ultima fatica. Non tre gran premi della montagna di prima categoria, ma nemmeno una pianura dritta fino al traguardo con alle spalle la Roma che, dopo la rimonta subita all’Olimpico per mano di Gatti (1° marzo) ha attraversato un momento di crisi che ha portato al regolamento di conti interno con Ranieri ma che è pur sempre in ripresa come testimoniano i 7 punti nelle ultime tre partite.

© Riproduzione Riservata