Tremila messaggi in sette anni. È quanto avrebbe scritto Andrea Sempio, il 38enne indagato per il delitto di Garlasco, sul forum «Italian Seduction Club», blog frequentato da seduttori. A riportarlo sono stati, nell’ordine, la rivista MOW, poi il Corriere della Sera, Repubblica e la trasmissione Quarto Grado. Il suo nickname era «Andrea S.». Tra i post comparsi tra il 2009 e il 2016, uno ha attirato l’attenzione degli inquirenti: un riferimento a una ragazza conosciuta «tra i 18 e i 20 anni», verso cui l’autore avrebbe nutrito un’ossessione durata quasi due anni.
«L’unica volta in cui mi sono innamorato è capitato in un momento oscuro della mia vita. Tra i 18 e i 20», si legge nel messaggio citato dal Corriere. E anche: «Nessuna ha mai avuto quell’impatto dirompente nella mia vita». Parole che la Procura di Pavia ha inserito nel quadro accusatorio, ipotizzando un movente «sessuale» e contestando l’aggravante dei motivi abietti.
La difesa: «Non era Chiara»
Che l’autore di quei messaggi fosse Sempio, i suoi avvocati, Liborio Cataliotti e Angela Taccia, lo hanno confermato senza esitazione. Ma ne respingono l’interpretazione. La ragazza citata nei post, spiegano, non era Chiara Poggi. L’avvocato Taccia, amica d’infanzia del suo assistito e partecipe delle stesse frequentazioni giovanili, afferma di sapere con certezza di chi si trattasse: un’adolescente più giovane di loro, oggetto di una semplice «cotta» e non di una vera ossessione. La difesa non esclude di chiamarla a testimoniare.
A rafforzare questa lettura, un altro post dello stesso Sempio, scritto nel 2014: «Mi sono innamorato solo una volta e, l’ho capito nel tempo, ero innamorato di una fantasia più che della ragazza in sé. Infatti la conoscevo appena». Una riflessione che i legali leggono come la prova di un sentimento superficiale, non di un’ossessione. Più difficile da giustificare è un’altra uscita dello stesso periodo, in cui «Andrea S.» ragionava sullo stupro: «Razionalmente può essere un orrore ma, dal punto di vista di biologia, evoluzione e riproduzione, è una dimostrazione pratica della forza del maschio». Frasi che pesano sul profilo pubblico dell’indagato.
Cosa potrebbe succedere il 6 maggio in Procura
Il nodo centrale, in questo momento, è uno: Sempio parlerà con i magistrati? Il 38enne è stato infatti convocato per il 6 maggio dalla Procura di Pavia, guidata dal magistrato Fabio Napoleone, considerato tra i più esperti e cauti del suo settore. La decisione, però, la prenderà solo il giorno prima. Stando a quanto riportato, in questi giorni starebbe chiedendo ai suoi avvocati «rispondo o non rispondo?». La replica sarebbe: «Non stare ad arrovellarti. Decidiamo noi». Cataliotti si è limitato a dichiarare: «Il 5 maggio sciogliamo la riserva».
Il suo ex difensore, Massimo Lovati, gli consiglia di non presentarsi spontaneamente, «ma solo se sarà disposto l’accompagnamento coattivo». Lo scenario più probabile, tuttavia, resta quello di presentarsi dagli inquirenti e avvalersi della facoltà di non rispondere.
Sul piano degli indizi fisici, la difesa torna a insistere su un elemento: le impronte di scarpe numero 42 rinvenute sulla scena del crimine sarebbero incompatibili con il piede di Sempio, che calza il 44. È questo, secondo i legali, il punto dirimente dell’esame antropometrico. La Procura, dal canto suo, potrebbe avere in mano elementi ancora coperti dal segreto istruttorio. La convocazione, in questo senso, può essere letta anche come una mossa tattica: mettere l’indagato di fronte all’intero quadro probatorio, valutarne la reazione, sondare eventuali crepe.
