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Inter in finale di Coppa Italia. Como e Fabregas, un’altra rimonta subita

Inter in finale di Coppa Italia. Como e Fabregas, un’altra rimonta subita

I nerazzurri si giocheranno il trofeo all’Olimpico il prossimo 13 maggio. Contro il Como a San Siro è andata in scena una partita da vecchia Inter… pazza

Chivu è la bestia nera di Fabregas e, al di là delle parole di stima che il catalano ha riservato al collega, è evidente che nei prossimi mesi Cesc avrà molto da riflettere sul perché quando ha incontrato Cristian gli sia sempre andata male e quasi sempre con lo stesso copione: inizio travolgente, finale amaro.

Anche la semifinale di Coppa Italia in un San Siro tornato bolgia ha ricalcato lo stesso copione. A lungo è stato il miglior Como della stagione, magari meno travolgente e furioso del solito ma assolutamente funzionale per l’obiettivo che si era dato: staccare il biglietto per la storica finale dell’Olimpico il prossimo 13 maggio. Piano partita perfetto, comprese le correzioni difensive per evitare nuove imbarcate, per settanta minuti. Poi il diluvio, annunciato da cambi che hanno sorpreso nel momento in cui sono stati chiamati dalla panchina interista e che, invece, hanno cambiato il corso degli eventi.

La qualificazione alla finale della Coppa Italia porta tante firme. Quella meno in vista è la firma di Cristian Chivu che ha pescato tra le riserve Sucic e Diouf nel momento peggiore della serata. La stella più luccicante è Calhanoglu, due gol decisivi e 12 fin qui in tutta la stagione: Fabregas lo ha iscritto di diritto in un club esclusivo che comprende quelli come lui, Pirlo, Modric e Kroos e Marotta farà bene a pensarci due volte prima di dare al turco il permesso di lasciare Milano. Ammesso che il tema sia ancora d’attualità e non si pensi invece al prolungamento del contratto.

La sintesi della notte di San Siro è che al Como non è servito nemmeno snaturarsi per evitare la solita rimonta. Sul doppio vantaggio ha scelto di abbassarsi e difendersi davanti alla propria area di rigore ma anche così ha subito il ritorno dell’Inter che tra campionato e coppa ha rifilato 11 reti alla difesa lariana dando la sensazione di poter fare di tutto, quando ha alzato il ritmo.

Ha ragione Fabregas a dirsi comunque orgoglioso del percorso fatto, anche se prima o poi arriverà il momento anche di compiere l’ultimo passo. Stravince, invece, Chivu che si sta togliendo più di un sassolino dalle scarpe in un finale di annata in cui l’Inter cresce a sua immagine e somiglianza. Gli hanno detto che vincerà uno scudetto mediocre e lui ha fatto spallucce e puntualizzato. Ora ci aggiunge una finale che, se vinta, rappresenterebbe un traguardo raggiunto nella storia interista solo da Mancini e Mourinho prima di lui: affiancare la Coppa Italia allo scudetto. Se vi sembra poco…

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