Verso il duello scudetto sul filo di nervi che stanno cedendo. A tutto il sistema, considerato l’alto tasso di tossicità che ormai permea il dibattito su qualsiasi episodio accada in campo: spesso a sproposito e in maniera strumentale, a volte con piena ragione come quella che può accampare la Lazio per la direzione confusa e non del tutto equilibrata della coppa Sozza-Pezzuto, quest’ultimo al Var.
Domenica 11 gennaio 2026 nel gelo di San Siro ci sarà in palio una discreta fetta di tricolore. E’ vero, c’è anche il Milan nelle zone alte della classifica e non si deve scartare a priori l’idea che Allegri corra fino alla fine per l’obiettivo grosso, però è indubbio che le corazzate designate a inizio stagione come le più attrezzate siano quelle Inter e Napoli e le circostanze abbiano reso lo scontro diretto una sorta di sentenza anticipata.
Gli scherzi del calendario lo hanno posizionato alla prima giornata di ritorno, con davanti ancora mezzo campionato da lottare. Può decidere la volata? No. Può indirizzarla in maniera pesante se alcune tendenze degli ultimi due mesi troveranno conferma dal risultato maturato al fischio finale dello sventurato che Rocchi spedirà ad arbitrare.
Il passo diverso di Inter e Napoli: Chivu +7 dalla sfida del Maradona
Dalla serata del Maradona, con annesse polemiche per le decisioni di fischietto e varista, l’Inter ha marciato molto più spedita del Napoli: 27 punti contro 20 nelle dieci giornate successive. Non è un caso, perché al netto degli scivoloni contro le big, la squadra di Chivu è stata quella che più di tutte ha confermato di avere in tasca la continuità di una serie vincente che strappi la classifica e la stagione. Se dovesse ripetersi a San Siro, il solco comincerebbe a diventare importante.
Inter e Napoli arrivano al match scudetto con stati d’animo e condizione opposti. I nerazzurri stanno bene, i partenopei sono in evidente difficoltà e il pareggio con il Verona deve suonare come campanello d’allarme. E’ vero che è stato preceduto da una serie di vittorie nette, ma appena Conte ha dovuto mettere mano ai suoi titolarissimi sono riemersi i problemi di sempre e il calendario di gennaio e febbraio lo obbligherà a ripetere le rotazioni più volte.
E dopo San Siro un calendario che può favorire una fuga dell’Inter…
La sensazione è di essere a uno snodo cruciale della stagione. Dopo il d-day di San Siro i destini di Inter e Napoli si divideranno. Chivu avrà un mese su cui costruire un altro strappo (Lecce e Pisa in casa, Udinese-Cremonese-Sassuolo in trasferta) mentre il Napoli avrà incastrato il viaggio allo Stadium contro la Juventus tra i due match decisivi di Champions League a Copenaghen e contro il Chelsea. Anche i nerazzurri dovranno spremersi tra Arsenal e Borussia Dortmund, ma con più certezze rispetto ai partenopei. Nello stesso spazio temporale, un mese, il Milan avrà due volte il Como e le trasferte con Fiorentina, Roma e Bologna. Come sarà disegnata la classifica a metà febbraio?
Che il momento sia topico lo dimostra anche il dibattito senza freni inibitori sulla questione arbitrale. Concentrandosi solo sullo sfida scudetto, depurato dalle grida a piacere, non rimarrebbe molto: il rigore dato al Verona fa discutere ma ci sono stati altri episodi simili e in ogni caso fa parte della contabilità che ogni squadra ha nel corso di una stagione (ricordate Napoli-Pisa?). Eppure ogni fischio è accompagnato da urla e strepiti, condizionamento ambientale che si allungherà fino a San Siro e oltre. Nulla che non sia già accaduto in passato.
