Il 2026 è l’anno in cui Aleksander Zverev ha riscritto la sua storia. Era considerato un incompiuto, un perdente che nei momenti decisivi lasciava spazio all’avversario. Si portava dietro il tremendo ricordo della finale persa a Flushing Meadows nel 2020 quando con due set di vantaggio si era bloccato e alla fine aveva perso al quinto set contro Dominic Thiem. Poi c’era stato l’infortunio alla caviglia fino all’arrivo della nuova generazione, Carlos Alcaraz e Jannik Sinner, che sembravano aver raschiato via i sogni del non più tanto giovane “Sascha”. Si è ritrovato a dover leggere i nomi degli altri, sui libri di storia, fino ad avere la sua occasione. L’ha colta a Parigi contro Flavio Cobolli e l’ha colta nuovamente a New York contro Ben Shelton, l’idolo di casa, che ha battuto in quattro set tremando solo dopo il ko il terzo che pareva far riapparire vecchi fantasmi.
Lo strano epilogo
Nel sesto e decisivo gioco del quarto set, Zverev aveva chiuso con l’ennesima bastonata di servizio ma, forse per via di un profondo stato di concentrazione, non si è accorto di aver vinto il titolo. Sascha ha infatti richiesto altre palline per andare avanti a battere e a proseguire il gioco mentre il pubblico si è alzato in piede per applaudirlo. A quel punto si è reso conto di quello che era successo e ha potuto festeggiare la vittoria nel secondo Slam del 2026.
Favorito
Zverev era il favorito alla vigilia vista l’assenza di Sinner e il rientro di Alcaraz dopo tanti mesi di stop. L’uscita di scena dello spagnolo lo ha caricato di altre responsabilità, ma a New York c’era un nuovo Zverev, sicuro di sè e concentrato per centrare il secondo trofeo in uno Slam di questo fantastico 2026. In Francia aveva ridato alla sua Germania uno Slam a 30 anni dopo l’ultimo di Boris Becker (Australian Open 1996) e oggi ha emulato il suo predecessore che nella Grande Mela aveva trionfato nel 1989. Ma la portata della vittoria odierna è enorme anche in senso assoluto. Nell’Era Open, soltanto in tre prima di Zverev avevano vinto i primi due Slam nello stesso anno. Jimmy Connors ne vinse tre su erba nel 1974 (Australian Open, Wimbledon, US Open), Guillermo Vilas ne vinse due sulla terra nel 1977 (Roland Garros, US Open) e Sinner ha dominato sul cemento nel 2024 (Australian Open, US Open). Zverev, non solo si è appaiato a loro, ma è diventato anche il primo di sempre a farcela su due superfici differenti.
