Abbiamo aspettato zitti e boni e alla fine siamo stati premiati con una di quelle notizie che (forse) non ci saremmo mai aspettati. Harry e Meghan dopo aver schifato The Crown, aver sbattuto la porta (e che porta!) sdegnosi, abbandonando l’Inghilterra per la California, dopo sei anni tornano a casa. Ha il sapore di un «andare a Canossa» questo retour, che ha monopolizzato i media. Dopo la furiosa «Megxit» del 2021, i Duchi di Sussex si erano seduti davanti a Oprah Winfrey a blaterare di quanto il parentado reale fosse stato perfido («Non volevo più vivere», disse lei afflitta). Doveva addirittura entrare in politica la Duchessa, eppure la loro esperienza nella «colonia americana» si è limitata a una ben dimenticabile serie Netflix (pure Georgina Rodriguez è riuscita a fare meglio), qualche marmellata e ben poco d’altro. Così, dopo aver strombazzato al mondo intero (lui scrisse pure il libro Spare) di essere scampati dal disgustoso razzismo della famiglia reale, covo di vipere, un branco di lupi affamati come lo fu per Lady Diana, Meghan è già lì che fa le valigie con il metodo Kondo, perché a fine agosto Archie e Lillibet hanno iniziato la scuola in UK.
Sembra che il padre non sia dispiaciuto, a patto che restino fuori dai giochi. William e Kate invece sono furiosi. Pensavano di esserseli tolti dalle scatole per sempre e invece ci dovranno mangiare il pudding. E conoscendo i soggetti, le sorprese non finiranno qui. I media inglesi si sono scatenati sul «Surprise return», la sorpresina di cui non sapevamo di avere bisogno.
Dalle sabbie dorate di Montecito alla furia di Kensington Palace
I social non hanno esitato, nessun tappeto rosso: «Hanno finito i soldi e sono tornati all’ovile», «Toccherà ai sudditi mantenere questi inutili capricciosi?», «È come ammettere di aver fallito, di non poter vivere senza la monarchia», «In America non se li filava nessuno», «Buffoni: dopo aver sputato veleno, ora che il Re è malato tornano, sperando di riprendere la loro posizione. Opportunisti senza coerenza, né vergogna». Eppure lo insegnava già il Vangelo: per il «figliol prodigo» il padre uccide il vitello grasso. È difficile pensare che vivranno ai margini accontentandosi di abitare (per ora) in una residenza privata. Presto si affacceranno gli inevitabili problemi: la sicurezza e il ruolo. Per La Ditta si lavora a tempo pieno e riprendere l’ex-attricetta e il marito underdog a mezzo servizio non è un’ipotesi contemplabile. Postano: «Ma lei non aveva tanto bisogno di privacy?», «Che fine hanno fatto le galline e l’orticello?», «Manovre di avvicinamento all’eredità», «L’unica donna al mondo capace di trasformare un principe in un ranocchio». Non c’è pace sotto il sole per la povera Kate: stava già tirando fuori il cappottone rosso per un autunno di presenzialismo, quando si ritrova tra i piedi la detestata cognata. Forse la monarchia ha bisogno di nuova linfa. Panem et circenses funziona da secoli, così i tabloid hanno fatto ripartire gli Hunger Games: date al popolo il suo odio quotidiano. E Meghan siamo certi gliene darà. A quintali.
