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Il calcio secondo Lele Adani: “Mancini pensa positivo. Fabregas credibile, Chivu certezza”

Il calcio secondo Lele Adani: “Mancini pensa positivo. Fabregas credibile, Chivu certezza”

Tra la Nazionale e il campionato che riparte, l’analisi dell’opinionista Rai: “I giovani bravi ci sono, basta dargli fiducia. Pio Esposito il simbolo, sfrutta ogni rimpallo. L’Inter è ancora la favorita, date tempo a Spalletti e Amorim”

Quattro partite della Nazionale con il nuovo corso di Roberto Mancini e adesso riparte la serie A dopo una sosta mai così lunga. Lele Adani ha commentato per la Rai le partite degli azzurri e adesso si prepara a tuffarsi di nuovo sul campionato. I giovani e il c.t., il lavoro di Baldini e l’importanza degli allenatori. Un viaggio a 360 gradi dentro il nostro calcio.

Adani, cosa ha portato di nuovo Mancini al calcio italiano?

“La positività. Roberto non si è fatto condizionare dal momento negativo del nostro calcio, di cui molte volte restiamo vittime. Chi allena, chi gioca, chi commenta: tutti a dire che non c’erano speranze. Mancini non ha ascoltato nessuno, ha allontanato i pensieri negativi. Ha cercato, selezionato e scelto liberamente. Ha avuto l’intuizione a non farsi trascinare nel pensiero negativo”.

L’emblema del nuovo corso è Pio Esposto.

“Il ragazzo che fa sempre le cose giuste. Si fa bastare pochi minuti, sfrutta l’opportunità, approfiutta di ogni rimbalzo favorevole, ogni sfumatura lui è pronta a prendersela. Ha qualcosa di speciale, va oltre le sue qualità. Lui è uno che riempie sempre il bicchiere. E’ cresciuto e cresce ogni giorni perchè all’INter si allena con tanti campioni. Ha davanti gente come Lautaro e Thuram, ma poi ogni giorno gioca e combatte contro Bastoni, Akanji, Bisseck, tutti difensori fortissimi”.

Come abbiamo fatto a non accorgerci di Kayode?

“Non ci siamo accorti di lui e neanche di Vergara e di tanti altri. E tutti gli under 21 che giocano con Baldini. Anche lì ci sono giocatori bravissimi e che arriveranno presto in Nazionale. Kayode gioca in Premier League dopo essere pasato dai settori giovanili della Juventus e della Fiorentina. Bisogna guardare le potenzialità di questi ragazzi e farli crescere, non farli andare via. Kayode aveva dei limiti nella fase difensiva, al Brentford hanno lavorato su questo e adesso è molto migliorato”.

Tre settimane di stop, che serie A ritroveremo?

“Sono curioso di vederlo, un po’ tutte le squadre saranno messe alla prova. Io la penso come Klopp quando dice che la Nazionale è il club più importante quindi non devi pensare che sia un momento di sosta. Il problema sarà gestire la stanchezza e il recupero perchè comunque molti hanno giocato quattro partite e anche molto impegnative”.

L’Inter riparte ancora come favorita per il titolo?

“Di base sì, la differenza con le altre squadre è indiscutibile a livello di organico. C’è la Roma in testa con l’Inter che ha una gran fame, Milan e Juve che sperano di tornare in corsa, il Como che secondo me quest’anno difficilmente ripeterà l’exploit dell’anno scorso centrando la qualificazione in Champions. Certo l’Inter dovrà cercare di essere connessa sulla partita per 90 minuti, ma già l’anno scorso l’Inter ha smentito un luogo comune del nostro calcio: non è vero che vince chi ha la miglior difesa perchè già l’anno scorso vince la squadra che segna più gol”.

Fabregas al Festival dello Sport ha detto che per lui conta più la crescita di un giocatore che un trofeo.

“Fabregas è credibile e lo ha dimostrato l’anno scorso. Di lui mi piace l’umiltà che sta dimostrando dopo che l’anno scorso il suo lavoro è stato giudicato presuntuoso. La realtà è che lui al Como insegue più traguardi: i risultati che fino a questo momento arrivano, migliorare i propri giocatori per integrarli nel suo gioco e valorizzarli sul mercato. Perchè il valore economico della rosa è cresciuto tantissimo e questo per un club è molto importante. Io credo che starà al Como ancora per qualche anno, ma è già uno dei migliori allenatori al mondo ed è destinato ad allenare grandi club”.

Il progetto di Milan e Juve è convincente?

“E’ ancora presto per dirlo, ma l’importante è che adesso ci siano delle persone competenti nei ruoli tecnici chiave. Come Spalletti e Amorim. Bisogna avere pazienza e questo è un sentimento che non si sposa con questi grandi club, ma è l’unica maniera per poter cercare di ottenere risultati. Guardate il caso della Roma: quando è arrivato Gasperini per lui non è stato facile conquistare la piazza. Poi la città ha scelto”.

Alvini dopo anni in serie C sta stupendo la serie A, Baldini sta facendo un grande lavoro con l’under.

“Questi due allenatori sono l’emblema della miopia dei dirigenti italiani negli ultimi vent’anni. Forse perchè sono svincolati dal sistema, dicono sempre quello che pensano e agiscono di testa loro. Ci sono tanti allenatori in giro con idee e grande passione che vengono ignorati”.

Un anno fa anche Chivu, dopo le prime partite, non se la passa bene.

“Chivu ha sempre conosciuto le dinamiche del calco avendo giocato in grandi club, doveva solo verificare come si fa. Ha trovato soluzioni, ha rivalutato la rosa, è riuscito a essere credibile quasi da subito. Molto velocemente è diventato una certezza e ha vinto due trofei”.

Giorni tristi per Messi e Cristiano Ronaldo.

“Per Leo ho infinita gratitudine, offriva energia con la semplicità del genio. Lui ha insegnato a tutti come si arriva a vincere dopo aver perso. Messi è per tutti: per il bambino, per l’uomo e per il nonno. Cristiano dovrà trovare dentro di sè l’equilibrio e la pace per capire che è stato una leggenda. Spero che possa chiudere con più serenità. Purtroppo il momento di uscire di scena arriva per tutti”.

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