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Grandi manovre sul commissario e le minacce di Ceferin all’Italia

Grandi manovre sul commissario e le minacce di Ceferin all’Italia

L’inchiesta sugli arbitri fa scoppiare il conflitto tra calcio e politica: il ministro Abodi non vuole Malagò e spinge per il commissariamento. Mezzaroma e Mornati i nomi, ma decide il presidente del Coni Buonfiglio. E la Uefa potrebbe toglierci l’organizzazione di Euro 2032

Poche ore dopo la pubblicazione da parte dell’Agi della notizia dell’avviso di garanzia nei confronti del designatore arbitrale Gianluca Rocchi per concorso in frode sportiva sono arrivate le reazioni delle politica. Il caso arbitrale segue di pochi giorni la vicenda della nomina del nuovo presidente della Federazione Italiana Gioco Calcio dopo le dimissioni di Gabriele Gravina a seguito dell’ennesima mancata qualificazione dell’Italia ai prossimi mondiali di calcio. Il punto è il controllo sul calcio italiano, una manifestazione di interesse da parte dell’attuale governo che sfocia nella richiesta di commissariamento della Figc da parte del Coni, più volte sollecitata dal ministro dello Sport Abodi.

Abodi contro Malagò

Le regole parlano chiaro: il commissariamento può essere richiesto dal Coni soltanto in casi gravissimi, come avvenne nel 2006 in occasione di Calciopoli e spetta comunque al presidente del Coni Luciano Buonfiglio prendere questa iniziativa. Abodi ha chiesto subito al Coni una relazione sulla vicenda arbitrale, il senatore Paolo Marcheschi di Fratelli d’Italia ha fatto sapere di voler inserire un decreto legge per il commissariamento della Figc prima del 22 giugno, data fissata per l’elezione del nuovo presidente federale. Insomma la guerra è già in atto e dentro questa contrapposizione si muove Buonfiglio, attento a valutare bene tutti gli aspetti legali anche e soprattutto per non incorrere in eventuali ricorsi al Tar. Lo sviluppo dell’inchiesta sarà importante anche per capire come si muoverà il Coni, Buonfiglio è un fedelissimo di Malaggò e l’ex presidente del Coni è il candidato della Lega serie A per il ruolo di presidente federale. Tra lui e Abodi non c’è simpatia, fu proprio il ministro dello Sport a negare a Malagò la proroga di presidente del Coni per poter partecipare da numero uno dello sport italiano alle Olimpiadi di Milano Cortina. La plebiscitaria adesione della Lega di Serie A (Lotito escluso) per Malagò come candidato presidente della Figc ha ulteriormente inasprito il rapporto.

I nomi per il commissario

Marcheschi è stato durissimo sulla situazione del calcio italiano: “Commissariare la Figc lo vogliono tutti tranne gli addetti ai lavori”. Ma la politica va avanti e spuntano già i nomi. Il primo è quello di Marco Mezzaroma, presidente di Sport e Salute e cognato di Lotito, nome gradito al governo. Buonfiglio invece, nel caso dovesse decidere per il commissariamento, punta sul segretario del Coni Carlo Mornati. Il fronte del calcio resta compatto nel dire no al commissariamento, il presidente della Lega di serie A Ezio Simonelli si è già espresso in tal senso, la stessa cosa hanno fatto Giancarlo Abete, altro candidato alla presidenza federale in alternativa a Malagò e Renzo Ulivieri, presidente dell’associazione italiana allenatori. Pesante anche il parere del presidente dell’Uefa Aleksander Ceferin, grande amico di Gravina tanto da farlo eleggere suo vice. Ceferin ha fatto sapere che in caso di commissariamento le squadre italiane sarebbero escluse dalle coppe europee, la Nazionale non potrebbe partecipare a Euro 2028 e l’Italia perderebbe il diritto di ospitare insieme alla Turchia l’edizione 2032 dei campionati europei

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