Venti centesimi di secondo. Avete mai provato a quanto sono in realtà? Forse non lo sa neanche Giovanni Franzoni che sulla Stelvio di Bormio è arrivato a tanto così, venti centesimi appunto, dalla medaglia d’oro vinta dallo svizzero Van Allmen. Milano Cortina 2026 è iniziata alla grande per gli azzurri che nella discesa libera, la regina di tutte le prove, hanno portato a casa l’argento con Giovanni Franzoni e il bronzo con l’eterno Dominique Paris. Due medaglie in una volta sola dopo che in tutta la storia delle Olimpiadi l’Italia ne aveva vinte tre in tutto: l’oro con Colò nel 1952, l’argento con Innerhofer nel 2014 e il bronzo con Plank nel 1976.
La gara
La sfida annunciata era tra la squadra svizzera e gli azzurri. Monney è sceso per primo su una pista dove non ha mai vinto e l’ha subita un po’ tanto che prima Odermatt e poi Von Allmen hanno fatto meglio. Soprattutto quest’ultimo, vincitore dell’ultima libera di coppa del mondo a Crans, ha impressionato nel salto volando fino a 53 metri e chiudendo la gara con un vantaggio di 70 centesimi su Odermatt. Poi è toccato agli azzurri: Franzoni scia bene e fino al secondo intermedio è davanti allo svizzero, poi dopo la Carcentina sceglie una linea più bassa e perde quei pochi centesimi che risulteranno decisivi perchè nell’ultimo tratto non riesce più a recuperare su Von Allmen. Poi tocca a Paris, che parte con una grinta pazzesca, rischia l’impossibile ma è leggermente meno veloce dei due rivali e chiude al terzo posto.
La felicità di Giovanni
L’argento è una grande gioia per l’azzurro Giovanni Franzoni, rivale ma anche amico di Van Allmen: “Io e Franjo siamo le persone più veloci al mondo sugli sci in questo momento. Siamo la nuova generazione dello sci ed è bello sfidarci“. Il loro rapporto non è solo rivalità però: “Sono molto felice di condividere il podio con lui, perché Von Allmen credo possa ispirare molte generazioni. Quindi è bello stare insieme sul podio”. E poi aggiunge: “Argento vinto o oro perso? Sono andato a un soffio dalla vittoria, lo so, so che sulla Carcentina un filo di linea potevo migliorarlo ma questo argento mi rende molto orgoglioso, specie perché sono con Dominik e Franjo che sono i migliori al mondo. Non mi aspettavo che i risultati arrivassero tutti insieme, sono molto contento perché ho dovuto lavorare per recuperare da un infortunio in passato e non mi aspettavo l’impennata improvvisa. Questa medaglia è per Franzoso, il mio compagno che non c’è più. E poi per la mia famiglia”. Franzoni racconta la sue sensazioni prima del via: “Prima della partenza mi sentivo strano, diverso dal solito e insolito per me. Poi ho visto Odermatt e Von Allmen e ho pensato fosse dura batterli. Ho sentito la forza della gente, e ho cercato di divertirmi in gara. Le gambe erano rigide, sentivo la tensione, allora ho ascoltato un po’ di musica, rilassarmi, sentire l’atmosfera attorno a me. Alla fine ero con i più veloci al mondo e ho pensato godiamoci i momenti. Lì mi sono calmato”. La vigilia è stata importante per scendere in pista: “Ieri parlavo con la mia famiglia ed è stato importante, mi hanno detto non pensare troppo, sei arrivato molto in là e va bene quello che verrà. Ho chiesto anche consigli a Innerhofer e anche lui mi diceva di stare sereno e non pensare troppo al contorno ma di godermi la gara. È stato importante”.
L’addio di Paris
La prima medaglia olimpica della carriera ha un sapore dolcissimo per Dominique Paris e lui racconta così la giornata di Bormio: “È il miglior momento della mia carriera. Credo fosse la mia ultima opportunità olimpica della carriera, soprattutto perché correvo su questa pista che amo. Sentivo i tifosi in modo speciale, mi hanno accompagnato in tutta la mia carriera. Lo ricorderò per sempre. Questo bronzo chiude il cerchio, ho fatto molto più di quanto mi aspettassi in carriera. Oggi vale tantissimo, per me ma credo anche per i tifosi che mi hanno sempre supportato. Penso che siamo arrivati tutti vicini ma io so che non ho fatto la linea perfetta sulla Carcentina. Abbiamo lottato, è stata dura ma va bene così. Chi vorrei insieme a me nel team per la combinata? Mmm, ora guardo lo slalom e decido…”.
