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Antonelli vince a Spa dopo 73 anni. Al secondo posto un grande Leclerc

Antonelli vince a Spa dopo 73 anni. Al secondo posto un grande Leclerc
Kimi Antonelli inseguito da Charles Leclerc (Ansa)

Antonelli trionfa a Spa 73 anni dopo Ascari, ma resta notevole la prestazione di Charles Leclerc, secondo sul traguardo con la sua Ferrari

Sono passati 73 anni. L’ultimo italiano a vincere a Spa era stato Alberto Ascari, nel 1953. Kimi Antonelli ha riempito quel vuoto, portando la Mercedes (ma soprattutto l’Italia) sul gradino più alto del Gran Premio del Belgio, in una gara che ha offerto molte più emozioni di un trionfo scontato.

La partenza caotica, con Russell estromesso

Al via, si è formata una battaglia a quattro tra Antonelli, Verstappen, Leclerc e Russell per le prime posizioni. È quest’ultimo a pagare dazio quasi subito: un contatto con Lewis Hamilton lo manda in testacoda al primo giro, costringendolo al ritiro. L’ingresso della safety car poteva rimescolare le carte, ma Antonelli ha gestito la ripartenza con lucidità e mantenuto la testa della corsa.

Hamilton, coinvolto nell’episodio con Russell, ha ricevuto cinque secondi di penalità. Una sanzione che ha fatto discutere: lo stesso Russell ha parlato di un normale incidente di gara, e la penalità è apparsa sproporzionata rispetto alla dinamica dei fatti. Nonostante ciò, Hamilton si dimostra più rapido di Leclerc in questa fase e i due ingaggiano una battaglia serrata per la quarta posizione. Leclerc, tuttavia, resiste tenacemente.

Mercedes contro Ferrari, Antonelli contro Leclerc

Davanti, Verstappen si mette all’inseguimento di Antonelli con grande determinazione. La Red Bull prova a stargli incollata, ma la Mercedes esprime una superiorità di potenza che si traduce in un vantaggio progressivo e costante. Spa è una pista dove il pilota conta, ma dove la macchina dice la sua con altrettanta forza.

La corsa entra nella sua fase cruciale intorno al giro 20, quando una virtual safety car per detriti in pista offre un’opportunità tattica. Le due Ferrari cercano di sfruttarla ai box. Leclerc rientra in pista davanti ad Antonelli e conquista momentaneamente la testa della gara, dopo aver sopravanzato Lando Norris, ancora in attesa del suo pit stop. È un vantaggio effimero: Antonelli si scatena, sfrutta la potenza del suo motore, e al giro 26 è già secondo. Otto giri dopo, al 34esimo passaggio, supera Leclerc e riprende una posizione che non avrebbe mai ceduto.

Una Ferrari competitiva in gara

Va detto che Leclerc non si arrende, non si è mai arreso. È rimasto incollato alla Mercedes anche negli ultimi giri, con una Ferrari che a Spa si è rivelata più competitiva in gara rispetto a quanto avesse mostrato nelle prove libere e nelle qualifiche. Una sorpresa ulteriore è Charles, considerando che nel corso del fine settimana Hamilton aveva sempre preceduto il compagno di scuderia monegasco nelle prove libere, e che Antonelli aveva dominato senza rivali effettivi. Nell’ultima parte della gara la Rossa perde qualcosa, ma rimane a poco più di un secondo dalla vetta. Nel frattempo, al giro 40, Hamilton supera Piastri e si prende la quarta piazza. Non basta per impensierire Antonelli, ma è comunque un segnale incoraggiante per il monegasco e per la scuderia di Maranello.

L’ordine d’arrivo finale recita: Antonelli, Leclerc, Verstappen, Hamilton, Piastri, Hadjar e Norris.

Antonelli a Spa: dalle lacrime dell’incertezza a un futuro roseo

Impossibile non ricordare l’episodio dello scorso anno in Belgio, nel quale Kimi aveva pianto nel post-gara, incerto sul suo futuro in Formula 1, in quello che era stato un momento veramente difficile. Oggi, dopo la bandiera a scacchi, Antonelli ha pianto ancora. Questa volta, però, sono lacrime di gioia ed emozioni positive: quelle di un ragazzo che porta il peso e l’onore di più di settant’anni di storia automobilistica nazionale, consapevole di aver allungato in classifica mondiale su Hamilton e sul compagno di squadra Russell. Un anno fa, il futuro sembrava incerto. Oggi, invece, appare ben definito e particolarmente luminoso.

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