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Spagna sul tetto del mondo, Messi chiude senza trionfo

Spagna sul tetto del mondo, Messi chiude senza trionfo
(Ansa)

Il Mondiale va alla Spagna, battuta nei tempi supplementari l’Argentina. Finale dominata dagli iberici che tornano sul tetto del mondo dopo il trionfo del 2010 in Sudafrica.

La Spagna torna sul tetto del mondo, campione per la seconda volta dopo il Sudafrica 2010. Vittoria netta, indiscutibile anche se per piegare la resistenza dell’Argentina ci sono voluti 106 minuti (più recuperi vari) e una stilettata di Ferran Torres su assist di Nico Williams. Il secondo tempo supplementare era iniziato da pochissimo e l’Albiceleste stava raccogliendo le ultime energie per provare ad arrivare ai rigori dopo aver vissuto una finale di puro contenimento, dall’inizio alla fine e non solo dopo essere stata lasciata in inferiorità numerica da Enzo Fernandez.

L’espulsione del centrocampista è stato l’evento che ha definitivamente indirizzato la sfida. La Spagna, però, si era già presa prima il comando del gioco costringendo l’Argentina a difendersi nella sua metà campo, appesa alle parate di Emiliano Martinez. Dopo la forbice si è allargata, salvo restringersi quando Messi e compagni hanno gettato cuore e fatica fisica oltre l’ostacolo creando nel convulso finale un paio di chiare occasioni per il pareggio. Non sarebbe stato giusto, anche se sarebbe stato immensamente epico.

Spagna, la migliore nazionale presente in questo Mondiale

Il trionfo della Spagna è il trionfo della migliore nazionale presente a questo Mondiale inutilmente lungo e faticoso. Una squadra che ha saputo sopperire anche alla forma non straordinaria di Lamine Yamal, il suo presente e futuro. Il suo architetto de la Fuente l’ha dotata di codici di gioco e organizzazione illeggibili per tutte le altre, compresa l’utilità di calciatori come Fabian Ruiz e Oyarzabal che hanno scritto pagine importanti del romanzo di questo successo.

Qualche numero, per comprendere la superiorità spagnola nella finale: fino all’assalto conclusivo l’Argentina non aveva mai tirato in porta, mentre il colpo di Ferran Torres è arrivato al tentativo numero 21 del pomeriggio del MetLife Stadium. E’ stato il settimo clean sheet per Unai Simon, solo De Ketelaere lo ha battuto, una striscia quasi mai messa in discussione dagli uomini di Scaloni ma che si era nutrita di prestazioni solidissime e in crescendo fino alla lezione impartita alla Francia in semifinale.

Spagna sul tetto del mondo, Messi chiude senza trionfo
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Le lacrime di Messi: il suo Mondiale è finito

Rodri è stato premiato come miglior giocatore del Mondiale, Cubarsi si è preso il premio dei giovani e Unai Simon quello peer il portiere. Non poteva essere diversamente. Dall’altra parte, le lacrime di Leo Messi in piedi davanti alla sua gente hanno attraversato l’anima di chi ha pensato anche solo per un istante che l’Argentina potesse compiere l’ennesimo miracolo. La verità è che in parità numerica la squadra di Scaloni è stata troppo attendista e bloccata e poi ha dovuto solo rincorrere. Tra i rimpianti, anche non aver visto in campo nemmeno per un minuto Lautaro Martinez, l’uomo della testata storica all’Inghilterra.

La finale non è stata bella, solo intensa. Violentata nel suo cuore dall’half time show voluto da Infantino (27 minuti), esperimento che si spera di non vedere mai più al pari delle continue pause pubblicitarie camuffate da break per far idratare i calciatori. Trump e Infantino hanno riempito la giornata del MetLife Stadium, prendendosi anche qualche fischio quando si sono presentati in campo per la premiazione. Donald ha consegnato la coppa e non ha avuto il buon gusto di lasciare la scena al momento, tutto spagnolo, dell’alzata al cielo del trofeo. Istanti imbarazzanti, come molte cose di questo Mondiale.

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