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Ferrari, in Austria l’aggiornamento al motore che lancia la sfida al titolo mondiale

Ferrari, in Austria l’aggiornamento al motore che lancia la sfida al titolo mondiale
Ferrari SF-26 (Ansa)

Dopo il trionfo di Hamilton a Barcellona, la Ferrari ribadisce le sue ambizioni mondiali con un potente sviluppo del motore. Ecco come cambierebbero le gerarchie

Dopo aver strappato la vittoria alla Mercedes nell’ultimo Gran Premio, a Barcellona, la Ferrari torna in pista con nuove ambizioni e una dimensione competitiva che aveva perso ormai da diversi anni (più precisamente, dalla prima parte della stagione 2023). In Austria, a Spielberg, la Rossa punta a colmare del tutto il gap con il team tedesco. La gara vinta dal vecchio leone Lewis Hamilton (il quale sembra finalmente tornato in sé dopo un 2025 deludente) restituisce quello speciale entusiasmo che i tifosi della scuderia di Maranello avevano quasi dimenticato: basti pensare che l’ultimo trionfo nel mondiale piloti, con Kimi Raikkonen, è datato addirittura 2007. L’ultimo titolo costruttori, invece, risale al 2008.

E, con le rinnovate ambizioni, ecco che sul circuito in Stiria arriva un aggiornamento di grosso calibro che mette in allarme i principali competitors. La Ferrari presenta infatti il primo sviluppo Aduo (Additional Development and Upgrade Opportunities). Si tratta del meccanismo introdotto dalla Fia per ridurre il divario prestazionale fra motori. L’aggiornamento previsto punta ad aumentare la potenza della Rossa di 30 cavalli, con una stima di almeno due decimi al giro guadagnati. Se così fosse, in effetti, il gap con la Mercedes verrebbe pressoché annullato, innescando una sfida all’ultima curva fra le due scuderie in cui a contare sarebbero la fame di vittoria, l’esperienza in situazioni di pressione e la pura velocità dei piloti.

La corsa al titolo tra Ferrari e Mercedes

Ad oggi, ciò che impedisce alla Ferrari di trionfare costantemente in qualifica e in gara, secondo i dati Gps che sono stati raccolti, è un «clipping» anticipato, vale a dire il taglio dell’erogazione elettrica a fine rettilineo. La Mercedes, al contrario, non riscontra questo problema. La scuderia di Maranello, a ogni modo, rimane la migliore in assoluto nelle curve, alla luce dei recenti miglioramenti nell’aerodinamica. In questo ambito, addirittura, il team tedesco e la McLaren faticano a stare al passo. Persino Lando Norris, a Barcellona, lo ha ammesso: «Se la Ferrari avesse un motore migliore, dominerebbe. Sono la classe del settore in termini di prestazioni in curva».

Da qui la decisione di anticipare il grande sviluppo al Gran Premio d’Austria. Enrico Gualtieri, direttore tecnico della power Unit della Rossa, avrebbe infatti identificato nei circuiti di Stiria, Regno Unito e Belgio quelli in cui la gestione energetica e la potenza pura del motore faranno davvero la differenza. Se il cavallino rampante ha davvero l’ambizione di riportare il titolo mondiale a casa dopo 19 anni, non può permettersi di presentarsi impreparata. Ed è estremamente curioso che l’Austria sia proprio la nazione d’origine del compianto Niki Lauda, leggendario pilota della Ferrari (con cui ha vinto due titoli nel 1975 e nel 1977) e poi presidente non esecutivo della Mercedes dal 2012 al 2019, nel periodo d’oro delle Frecce d’Argento. Chissà a chi arrideranno, il circuito di Spielberg e il titolo mondiale.

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