Negli ultimi mesi, l’onda d’urto dell’intelligenza artificiale ha travolto l’universo dell’entertainment, accendendo un dibattito globale che non accenna a spegnersi. Da un lato c’è una Hollywood che abbandona le storiche diffidenze e apre progressivamente i suoi blindatissimi set agli strumenti generativi; dall’altro, colossi dello streaming come Netflix iniziano a testarne il potenziale sul campo, ridefinendo i confini della visione. Ma la vera accelerazione è nel mondo dell’advertising: secondo gli ultimi dati IAB, oltre la metà degli inserzionisti ha già arruolato i tool di IA nei propri processi creativi, trasformandoli nel nuovo motore invisibile della produzione video. Il settore creativo sta attraversando dunque una trasformazione che riguarda tempi, linguaggi e strutture produttive.
In questo scenario, Thousand Dreams – studio di produzione audiovisiva con sede a Milano fondato da Edoardo Scotti, Giovanni Nicolosi ed Enrico Conte nel 2023 – rappresenta uno dei casi italiani che sta provando a rispondere a questa evoluzione in modo operativo, costruendo un modello produttivo in cui AI generativa, regia e direzione creativa convivono all’interno delle pipeline di produzione.
«L’intelligenza artificiale è passata dall’essere una sperimentazione a diventare una componente concreta dei processi creativi», racconta Edoardo Scotti, co-founder di Thousand Dreams. «Il nostro lavoro è costruire un sistema in cui queste tecnologie non sostituiscano la creatività, ma la amplifichino, rendendo più fluida e scalabile la produzione audiovisiva».
In meno di tre anni di attività, la startup ha realizzato oltre 15 progetti, raggiunto più di 220 milioni di visualizzazioni aggregate e collaborato con brand nei settori automotive, insurance e food & beverage, muovendosi tra televisione, digital e branded entertainment.
La traiettoria del progetto affonda le sue radici in un esperimento culturale nato alla fine del 2022, quando Giovanni Nicolosi ed Enrico Conte lanciano «Thousand Gerry», una sperimentazione social su contenuti AI dedicati a Gerry Scotti in una fase in cui il fenomeno era ancora lontano dal mainstream italiano e non aveva ancora una grammatica condivisa. Quel progetto attira l’attenzione dello stesso Gerry Scotti e dà avvio a un contatto diretto con il team attraverso Edoardo Scotti. Da qui prende forma una collaborazione che evolve nel tempo fino a «Gerry Christmas», progetto musicale realizzato con AI visiva e vocale autorizzata dall’interprete e distribuito da Warner Music Italia, che supera i 10 milioni di stream e visualizzazioni tra Spotify e YouTube.
«Man mano che questi strumenti diventeranno più diffusi, la differenza la farà chi saprà integrarli in processi solidi e riconoscibili», spiegano Giovanni Nicolosi ed Enrico Conte. «Non è una questione di accesso alla tecnologia, ma di visione e capacità esecutiva».
Per il team, la direzione del settore è sempre più chiara: la diffusione degli strumenti renderà progressivamente più accessibile la tecnologia, mentre il vero elemento distintivo diventerà la capacità di trasformarla in linguaggio creativo e struttura produttiva coerente nei progetti concreti.
