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Eterno Djokovic, Sinner si arrende Nole in finale contro Alcaraz

Eterno Djokovic, Sinner si arrende Nole in finale contro Alcaraz

Australian Open: semifinali equilibratissime entrambe concluse al quinto set. Jannik ammette: “Niente di strano, è stato più bravo”. Carlos doma Zverev dopo cinque ore e mezzo di battaglia e dopo aver rischiato il ritiro per crampi

Dieci ore di tennis di altissima livello, due battaglie feroci e alla fine il verdetto è che la finale dell’Australian Open domenica mattina (alle 9 ora italiana) la giocheranno l’eterno Novak Djokovic e Carlos Alcaraz, numero uno al mondo. Tutti aspettavano l’ennesima sfida Alcaraz-Sinner, ma dopo che lo spagnolo è riuscito a ribaltare un match contro il tedesco Zverev che sembrava perso e ha superato pure i crampi che lo hanno colpito, il nostro Sinner si è fermato di fronte a un monumento del tennis come Nole Djokovic, che a 38 anni e dopo aver vinto 24 Slam in carriera ha sussurrato a Jannik dopo la vittoria: “Grazie per avermi fatto vincere almeno una partita”. Sinner aveva vinto le ultime cinque contro Nole e la carta di identità, sempre impietosa, spostava il pronostico tutto dalla parte dell’azzurro. Invece Djokovic ha giocato a un livello altissimo, mentre Sinner ha sbagliato tanto. E così la differenza di età si è sentita meno, anzi dal punto di vista fisico nel quinto set è stato Jannik a sembrare in difficoltà, tanto che dal 5-4 a suo favore si è visto superare dal serbo che ha chiuso il quinto set 7-5.

La delusione di Jannik

Djokovic è già la storia del tennis, un giocatore eterno che continua a far impazzire il pubblico di tutto il mondo. Stavolta ha giocato meglio e Sinner, più triste che arrabbiato, lo ammette:  “Era uno Slam molto importante per me. Ho avuto molte chance, anche nel quinto set. Ho provato a fare cose differenti ma non ha funzionato. Ho fatto errori, succede nel tennis… Fisicamente mi sento bene, non c’è niente che non va. Lui è stato semplicemente migliore di me. Nole ha vinto 24 Slam, ci conosciamo bene, abbiamo giocato tante volte contro. Non sono sorpreso perché per anni Nole è stato il migliore. Prenderò questa sconfitta come una lezione. Se devo prendere qualcosa di positivo direi il servizio, ho dato tutto quello che avevo e non è bastato. Penso comunque che passi avanti ne abbiamo fatti”.

La felicità di Nole

A 38 anni stare in campo per quasi cinque ore è una fatica immane: “Non riesco a trovare le parole – dice, in stato confusionale -. Mi sembra surreale giocare 4 ore finire alle 2 di notte, mi ricorda la sfida con Rafa nel 2012. Ho un incredibile rispetto per Jannik, mi ha spinto al limite. Ci sono alcune leggende che sono rimaste fino alle 2 di notte. Amo questa relazione appassionata. Questa forse è stata la notte in cui ho avuto più tifo in Australia”. IN questi giorni Nole aveva detto che Alcaraz e Sinner sono di un altro livello: “Ho detto che sarebbe stato difficile batterli, ma non che non ci avrei provato. Il match tra Zverev e Alcaraz è stato incredibile, ho visto Carlos prima di iniziare e mi ha chiesto scusa per aver fatto tardare il mio match. Gli ho detto che sono anziano e devo andare a dormire presto…”. La rincorsa alla leggenda lo emoziona: “Mi sento di avere vinto quasi già adesso. Non vedo l’ora di affrontare Carlos, il numero 1 al mondo. E spero che gli dei faranno vincere il migliore”.

Alcaraz stanco ma felice

Cinque ore e mezzo in campo, Carlos Alcaraz ha accusato dei crampi fortissimi e ha rischiato di doversi ritirare. E Zverev ha polemizzato perchè l’organizzazione ha permesso l’ingresso in campo del medico: “State favorendo quei due” ha urlato riferendosi a Sinner e Alcaraz: “È stato un match durissimo. All’inizio ho sentito qualcosa dopo aver girato intorno a un dritto: un fastidio all’adduttore destro – ha raccontato Alcaraz -. Non pensavo fossero crampi, perché il resto delle gambe stava decentemente. Ho chiamato il fisioterapista per capire cosa stesse succedendo. È stato lui a decidere per il timeout medico. Poi ho ricevuto qualche intervento durante i cambi di campo, ho visto come stava la gamba sinistra e stava bene, non al massimo ma era ok. Ho fatto tutto questo nel rispetto delle regole. Il dolore era iniziato un po’ prima e poi è aumentato nei giochi successivi”. Pensare alla finale, adesso non è facile: “Ovviamente sono stanco. Il mio corpo potrebbe stare meglio, ma è normale dopo cinque ore e mezza a quel livello. Ho fatto tutto il necessario per recuperare: bagno ghiacciato, compressione. Ora farò un trattamento con il fisioterapista e vedremo. Spero non sia nulla di serio, ma dopo una partita così i muscoli sono tesi: devo solo fare tutto il possibile per essere al meglio per la finale”. Una maratona di cinque ore e mezza all’Australian Open, ha definito la sua rimonta “una delle partite più impegnative” della carriera, al punto da collocarla in cima alle sue vittorie più belle. “Fisicamente ci siamo spinti al limite oggi. Il livello del quinto set era davvero, davvero alto. Sono felicissimo di aver vinto e di essere tornato. Metto questa partita al primo posto tra le migliori che abbia mai vinto”.

Eterno Djokovic, Sinner si arrende Nole in finale contro Alcaraz
Carlos Alcaraz massaggiato dal fisioterapista dopo aver accusato crampi durante il match con Zverev

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