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Escort e sballo con il gas a Milano: ci sono almeno settanta giocatori

Escort e sballo con il gas a Milano:  ci sono almeno settanta giocatori

Inchiesta della Procura di Milano per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione: in quattro ai domiciliari. Nessun indagato tra i calciatori: ce ne sarebbero di Inter, Milan, Juve, Sassuolo e Verona

Sono almeno settanta i calciatori che hanno partecipato alle feste organizzate dalla agenzia di eventi milanese al centro di una indagine della Procura di Milano per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. I loro nomi, nell’ordinanza, sono omissati. Nessuno di loro è indagato in quanto non hanno commesso reati. Si tratta di giocatori anche di Inter, Milan, Juve, Sassuolo e Verona. Non è però stato accertato quanti abbiano usufruito anche del servizio di escort e droga della risata.

La denuncia

La denuncia è partita da una delle giovani prostitute che, il 23 agosto 2024, ha deciso di fare i nomi di Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, finiti ieri agli arresti domiciliari, anche per associazione a delinquere, assieme ad altre due persone. La ragazza ha raccontato che anche durante il lockdown per il Covid venivano organizzati quasi tutti i giorni eventi mondani con servizio di escort” e le ragazze avevano “rapporti sessuali a pagamento con gli ospiti, selezionati soprattutto fra i calciatori professionisti”. Avrebbero gestito, attraverso la Ma.De Milano, un presunto giro di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, con pacchetto “all inclusive” del dopopartita: serate in locali a cinque stelle della movida milanese, escort e a volte “sniffate” di gas esilarante. La donna ha raccontato agli inquirenti, nell’inchiesta del nucleo di Polizia economico finanziaria della Gdf e come si legge nell’ordinanza della gip Chiara Valori, di aver vissuto a Cinisello Balsamo, nel Milanese, in un appartamento nello stesso palazzo dove aveva la sede la Ma.De, dal 2019 al 2023.     Nell’edificio, ha riferito, c’era anche “una discoteca abusiva” e gli eventi venivano pubblicizzati su Instagram. E “Ronchi e Buttini trattenevano almeno il 50% dell’importo pagato, consegnando alla ragazza il resto”. 

Una ragazza in cinta

Da un’intercettazione del 4 dicembre scorso, agli atti dell’inchiesta, emergono le parole di una ragazza che avrebbe avuto dei rapporti con dei calciatori e che cercava “di risalire alla data” di un rapporto sessuale per individuare il “partner con cui ha concepito il figlio”. Era infatti rimasta in cinta. Nell’ordinanza dell’inchiesta milanese si leggono intercettazioni come quelle di Deborah Ronchi, che sarebbe stata a capo del gruppo assieme al compagno e che lo scorso novembre diceva “i soldi delle buste che erano delle ragazze (…) li hai presi te vero?”. E una ragazza: “Mi hanno dato anche la busta perché ho fatto fare il tavolo a quelli lì di hockey”. Sempre dagli atti risulta che Ronchi, 38 anni, e il compagno Emanuele Buttini, 37 anni, d’estate avrebbero “operato per lo più a Mykonos, in Grecia”. Dai profili social, come riporta la gip, si vedono foto postate dagli indagati “che li ritraggono assieme a calciatori di serie A e ragazze avvenenti”.

Ronchi e Buttini

Dall’ordinanza di custodia cautelare viene fuori anche che Emanuele Buttini, che con la compagna sarebbe stato a capo del gruppo, “non ha dichiarato redditi dal 2015 al 2023 e nel 2024 ha dichiarato” poco meno di 17mila euro. Sempre Buttini, si legge, ha precedenti penali “per reati contro il patrimonio” e “precedenti di polizia per estorsione e sequestro di persona, ma evidentemente – spiega la gip Chiara Valori – neppure le precedenti condanne sono servite ad indurlo a tenere una diversa condotta di vita”.  Il dialogo che riguarda l’organizzazione di una delle tante serate per clienti facoltosi, sportivi come giocatori di hockey o piloti di Formula Uno, e soprattutto calciatori di serie A, è riportato nel provvedimento eseguito dalla Gfd nei confronti di Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, ritenuti i “promotori e dominus” dell’organizzazione, e Alessio Salamone e Luz Luan Amilton Fraga, definiti “partecipi”, che con una terza persona avrebbero mantenuto i “contatti con i calciatori di fama internazionale clienti” e avrebbero gestito “le ragazze impiegate nelle varie serate non solo decidendo” dove dovessero presentarsi.

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