Meno convocati rispetto ai 34 di ottobre, ma quella era la sosta formato maxi con ben quattro impegni in dieci giorni, ma più giovani anche a costo di poter mettere in campo una sorta di Under 21. Operazione rinnovamento della nazionale da parte del ct Roberto Mancini, atto secondo. Senza quasi più l’urgenza del risultato, visto che le due vittorie contro la Turchia e il pareggio con la Francia hanno garantito il posto da teste di serie nei sorteggi dei gironi che portano all’Europeo del 2028 e cancellato la paura della retrocessione nella serie B della Nations League.
Certo, esiste ora un margine per qualificarsi ai quarti di finale e sarebbe una bella botta di autostima, ma il piano complessivo prevede che si continuino ad esplorare i talenti azzurrabili per accelerare i tempi della transizione verso il futuro. Dunque, la seconda Italia di Mancini darà spazio ad un altro gruppo di ragazzi ventenni o poco più (ma anche meno) con l’obiettivo non solo di portarli a Coverciano. Come già successo a ottobre è probabile vederli in campo, almeno a spezzoni: il futuro è adesso.
Il nome più in vista è quello di Alphadjo Cisse, talento classe 2006 che si sta facendo largo nel Milan a suon di gol dopo essere stato decisivo anche nella Under 21 di Baldini. Partito da esterno, dove ha fatto anche una mezza stagione top a Catanzaro prima di infortunarsi, Cisse si è dimostrato letale anche da punta centrale. Mancini lo aveva lasciato con gli azzurrini nella sosta precedente perché le sfide erano decisive, ma ora è il momento di spingere chiudendo così anche la porta ad ogni tentazione che possa arrivare da altre nazionali.
Stesso discorso per Luca Koleosho, attaccante del Paris FC (classe 2004). Sarà poi il turno di Niccolò Pisilli, da monitorare Marco Palestra (avvio difficile con la maglia del Chelsea) e conferma dei ragazzi che hanno fatto bene alla prima chiamata come Romano, Kayode, Ahanor e Doumbia. Siccome ci sono anche Vergara, i fratelli Esposito e Ghilardi, diventa quasi un vecchietto Calafiori con i suoi 24 anni. Sempre aspettando l’infornata successiva che potrebbe comprendere l’emergente Emanuele Lulli che ha stregato Gasperini nella Roma, Inacio Pia che è appena maggiorenne e Ndour.
Insomma, un’Italia giovanissima e che corre sulla strada del rinnovamento. Il primo blocco di impegni è stato perfetto per Mancini, una volta smaltito lo choc per il debutto all’OIimpico con il Belgio: sono arrivati risultati e buone risposte dai ragazzi, quello che serviva per mettere a tacere le polemiche intorno al commissario tecnico. Ora serve la conferma. La priorità non è il risultato, ma se l’Italia sbancasse Bruxelles otterrebbe un pass certo che appariva irrealistico anche immaginare nel momento del sorteggio.
