Il presente e il futuro della Formula 1 italiana sembrano in mani salde. Appena 11 anni e tre vittorie in altrettante finali nella WSK Super Master Series 2026. Ah, quasi dimenticavamo, anche un contratto con il Junior Programme Mercedes. Niccolò Perico è nato ad Alzano Lombardo, in provincia di Bergamo, e in pochi mesi è diventato uno dei nomi più caldi del karting europeo.
A Viterbo, l’ultima prova, è partito dalla pole position dopo aver chiuso la prefinale con oltre tre secondi di vantaggio, e ha tagliato il traguardo con più di due secondi sul secondo classificato. In classifica generale ha accumulato il doppio dei punti rispetto al primo inseguitore. Non è semplicemente andato forte: ha gestito, controllato, amministrato. Ha dimostrato, insomma, una maturità che sembra stonare con l’età anagrafica.
Non stupisce, allora, che la Mercedes lo abbia scelto per il suo Junior Programme, lo stesso vivaio da cui sono usciti George Russell e Kimi Antonelli, oggi titolari dei due sedili della scuderia di Brackley in Formula 1.
Le similitudini con Antonelli
Il parallelo con Antonelli appare inevitabile. Proprio come Kimi, Niccolò viene dal karting italiano, ha bruciato le tappe e ha attirato l’attenzione di una delle strutture più importanti del paddock in giovanissima età. Gwen Lagrue, responsabile dello sviluppo piloti Mercedes, ha definito il suo debutto internazionale «niente meno che eccezionale».
Il cammino è stato rapidissimo, non c’è che dire. Andando in ordine cronologico, nel 2023 ha vinto il Trofeo delle Industrie nella categoria Mini U10, una delle gare più longeve del karting mondiale. Nel 2024 è arrivato il titolo italiano ACI Karting, poi il Trofeo Margutti e ancora il Trofeo delle Industrie. Nel 2025 la ROK Cup Superfinal e il titolo del Champions of the Future, il cosiddetto «Mondialino» delle categorie giovanili. Infine, nel 2026, il salto nella categoria OK-NJ con KR Motorsport, e la serie di vittorie che ha cambiato il suo destino.
«È un grande onore per me entrare nel Junior Programme del Mercedes-AMG F1 Team», ha commentato Perico dopo l’annuncio ufficiale. «Sono fiducioso che questo sarà un passo decisivo per la mia carriera».
Gli italiani in Formula 1
L’ingresso di Perico nel sistema Mercedes riaccende un faro su una tradizione che l’Italia conosce bene. Quella dei suoi piloti in Formula 1. Una tradizione che vanta un successo certamente minore rispetto ai «cugini» del motomondiale, ma comunque di assoluto rispetto.
Alberto Ascari resta il più vincente di sempre con 13 successi, conquistati principalmente con la Ferrari, scuderia con cui si è laureato campione del mondo per ben due volte. Nino Farina, primo campione della storia della Formula 1 (nel 1950), ne ha vinti cinque, abbastanza per entrare nell’olimpo. Riccardo Patrese, con sei vittorie in 16 anni di carriera e 257 Gran Premi disputati, è l’esempio della longevità: la sua vittoria a Monaco nel 1982, sotto la pioggia battente, con quasi tutti i rivali ritirati, è entrata nella leggenda. Michele Alboreto, cinque successi e una carriera legata soprattutto alla Ferrari, se n’è andato troppo presto, a 45 anni, su una pista di collaudo. In tempi più recenti, Giancarlo Fisichella e Jarno Trulli, con rispettivamente tre e una vittoria, hanno chiuso un’epoca. Fino all’arrivo di Antonelli. Una storia tutta da scrivere, quella di Perico così come quella di Kimi. Ma il futuro della Formula 1 italiana, come dicevamo, sembra finalmente in buone mani.
