Il cortocircuito sarebbe perfetto, una specie di paradosso che avvolgerebbe l’Italia del calcio che sta faticosamente cercando di riprendersi dallo choc della terza mancata qualificazione consecutiva al Mondiale. Non essere ripescati direttamente, ipotesi valida soltanto dal punto di vista teorico ma pressoché impraticabile, bensì dover passare da un nuovo ed estremo play-off per provare a staccare il pass che porta alla rassegna iridata.
A teorizzare l’idea di uno spareggio tra le nobili escluse per occupare il posto eventualmente lasciato libero dall’Iran è stato The Athletic. Qualcosa di mai visto prima è molto difficile da organizzare a ridosso dall’inizio della rassegna iridata, ma che potrebbe essere nelle corde della Fifa cui spetta, va ricordato, l’ultima parola in merito alle nazionali partecipanti al Mondiale.
Di cosa si tratta? In caso di rinuncia forzata da parte dell’Iran, ad occupare l’ultimo slot disponibile non sarebbe una squadra asiatica (gli Emirati Arabi avrebbero diritto essendo la prima non qualificata della zona) ma la vincente di uno spareggio organizzato poco prima del via del Mondiale cui potrebbe partecipare in linea teorica anche l’Italia.
Si tratterebbe di dare una ultima chance di qualificazione alle nazionali che sono rimaste fuori nel taglio di marzo e che hanno il ranking migliore. Possibile? Molto, molto difficile. Fin qui il presidente della Fifa, Gianni Infantino, ha voluto ribadire con forza che l’Iran sarà negli Stati Uniti e che giocherà le sue tre partite del girone come da programma. Trattative sono in corso perché la situazione geopolitica rende complessa la gestione della sicurezza della nazionale iraniana in territorio statunitense.
Il grande paradosso è, però, confezionato. Se mai l’ipotesi dello spareggio degli spareggi da piazzare a giugno diventasse concreta, l’Italia ci andrebbe senza una federazione politicamente legittimata a parlare con la Fifa e senza struttura sportiva, essendosi dimessi nell’ordine il presidente Gabriele Gravina, il capo delegazione Gigi Buffon e il commissario tecnico Gennaro Gattuso. Ulteriore paradosso, non ci sarebbe nemmeno la possibilità di nominare un nuovo ct visto che la scelta compete al nuovo presidente federale che sarà eletto soltanto il 22 giugno, sempre se sarà trovato un accordo tra le componenti, quando il Mondiale sarà già cominciato.
Dunque, si dovrebbe procedere quasi per autogestione o affidandosi all’allenatore dell’Under 21 Silvio Baldini, già designato per sedersi sulla panchina azzurra nelle due amichevoli di giugno contro Grecia e Lussemburgo. Ovviamente si tratta di uno scenario ai limiti dell’irreale, perfetto per alimentare le discussioni tra tifosi italiani con un pizzico di sana follia. Perché andare al Mondiale ripescati così, ma dopo essere passati dallo tsunami post eliminazione, rappresenterebbe un modo quasi grottesco di presentarsi alla rassegna iridata. Visto com’è andata nella fase di qualificazione non è detto sia peggio, ma di sicuro si tratterebbe di un record. Mondiale.
